Dopo quasi trecento anni di assenza, la Cattedrale di Udine ritrova uno dei suoi più preziosi capolavori. Da domani, 10 luglio, le monumentali portelle dell’antico organo rinascimentale, dipinte da Martino da Udine, detto Pellegrino da San Daniele, tornano a dialogare con lo spazio per il quale furono concepite oltre cinque secoli fa. L’iniziativa rappresenta l’evento più significativo delle celebrazioni dedicate ai Santi Ermagora e Fortunato e della ventesima edizione di “Incontri di musica, arte e storia”, quest’anno dedicata al tema “Documenti e memorie con i Santi Patroni”, oltre a costituire uno dei più importanti interventi di valorizzazione del patrimonio storico-artistico promossi dalla Parrocchia e dal Museo del Duomo.
Le monumentali tele – Alte oltre quattro metri, le monumentali tele raffigurano San Pietro che consegna il pastorale a Sant’Ermacora, simbolo della trasmissione dell’autorità episcopale da Roma alla Chiesa di Aquileia e, sulle ante interne, i quattro Dottori della Chiesa – Gregorio, Girolamo, Agostino e Ambrogio – in un articolato programma iconografico che unisce valore artistico, significato liturgico e memoria della Chiesa aquileiese.
«Il ritorno delle portelle dell’organo rinascimentale rappresenta molto più di una ricollocazione museografica: è la restituzione di un frammento fondamentale della storia del Duomo e della memoria della nostra comunità. Dopo un lungo percorso, queste opere tornano finalmente a dialogare con il luogo per il quale Pellegrino da San Daniele le aveva concepite oltre cinquecento anni fa. Questo intervento conferma la missione del Museo del Duomo: custodire il patrimonio, ma soprattutto renderlo nuovamente vivo e leggibile», afferma Maria Beatrice Bertone, curatrice del Museo del Duomo di Udine.
Capolavoro del Rinascimento – Martino da Udine, conosciuto come Pellegrino da San Daniele, è tra i protagonisti della pittura rinascimentale friulana. Intorno al suo soprannome si sono tramandate diverse interpretazioni: secondo Giorgio Vasari sarebbe stato Giovanni Bellini a chiamarlo “Pellegrino”, nel significato di artista raro ed eccezionale; più probabilmente il nome deriverebbe dalle origini straniere del padre, mentre una terza tradizione lo lega alla natura itinerante del pittore, che nel corso della sua carriera viaggiò a lungo, facendo però sempre ritorno alla sua terra d’origine. Pellegrino ricevette il 6 novembre 1519 l’incarico di dipingere le portelle dell’organo collocato in cornu epistolae del Duomo di Udine. L’opera fu consegnata il 3 novembre 1521, mantenendo la promessa dell’artista di realizzare un lavoro capace di competere con la migliore pittura italiana del suo tempo.
Storia di spostamenti – Con la riforma settecentesca del Duomo e la costruzione del nuovo organo realizzato da Pietro Nachini, le portelle furono rimosse e iniziarono un lungo percorso attraverso chiese, depositi e sedi museali. Dal 1929 al 2019 sono state conservate nei Musei Civici di Udine, nella Galleria d’Arte Antica del Castello. Successivamente sono state trasferite nei laboratori del Centro di Restauro Esedra, dove hanno preso avvio gli interventi conservativi. La Parrocchia ha quindi promosso un progetto di restituzione sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, che ha previsto il restauro delle superfici pittoriche, la ricostruzione dei telai, la stabilizzazione estetica delle tele e la realizzazione di un nuovo allestimento strutturale in prossimità dell’antico vano dell’organo.
Finalmente il ritorno – Le opere, “pellegrine” quasi quanto il loro autore, ritornano dunque nella Cattedrale di Udine dopo quasi tre secoli, ricostituendo il legame tra pittura, architettura e liturgia e restituendo al Duomo di Santa Maria Annunziata un elemento essenziale della propria identità storica. Ad accompagnare il nuovo allestimento sono stati predisposti apparati didattici dedicati alla storia delle opere, al loro significato iconografico e agli interventi di restauro. Per le visite scrivere a: museo@cattedraleudine.it
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In copertina, la preziosa opera di Pellegrino da San Daniele torna nel Duomo di Udine.
