di Giuseppe Longo

TRIESTE – È stata Zagabria, l’elegante Capitale della Croazia adagiata in riva alla Sava, a ospitare ieri sera il concerto conclusivo del tour primaverile della Ceman Orchestra, raccogliendo anche in questa occasione un meritato successo, tributato dagli applausi del folto pubblico riunito nella Sala Lisinski, la più prestigiosa sede concertistica del vicino Paese balcanico. La sera precedente, la formazione cameristica diretta da Romolo Gessi, si era esibita invece nell’antico Castello di Grisignana, il piccolo paese dell’Istria croata dove ha avuto sede il Campus di produzione del progetto musicale 2026. Mentre, il concerto inaugurale si era tenuto, sabato, nell’auditorium della vicina Portorose, perla dell’Adriatico sloveno, seguito il giorno successo da un mattinée di grande effetto al Teatro Verdi di Trieste.
Protagonisti del tour “Oltre i confini” i ventiquattro giovani strumentisti, tutti ventenni e comunque sotto i trent’anni, tra i migliori dell’Alta Formazione musicale di sette Paesi del Centro Europa, vale a dire Romania, Albania, Bosnia Erzegovina, Moldavia, Montenegro, Ucraina e Italia. Il nostro Paese era rappresentato dal Conservatorio di Trieste, capofila del progetto, e dal Conservatorio di Udine; con loro l’Università della Musica di Bucarest, l’Accademia Nazionale Ucraina di Musica di Kiev, le Università della Musica e le Accademie di Tirana, Banja Luka, Cetinje e Chisinau, con il supporto della Jeunesses Musicale della Croazia e la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria.

Il saluto finale di Romolo Gessi.

Sandro Torlontano (Trieste)

Cristina Nadal (Udine)

Infine una bella foto ricordo.

L’applauditissimo concerto di Trieste, ospitato nella sala del Ridotto “Victor De Sabata”, è stato preceduto da un breve saluto del direttore del locale Conservatorio Giuseppe Tartini, il quale ha osservato che «il progetto collegato a Ceman Orchestra consolida ulteriormente la propria importanza, confermandosi un’esperienza musicale capace di trasformare i confini in opportunità di dialogo e collaborazione, piuttosto che in barriere». Sandro Torlontano ha messo l’accento anche sulla collaborazione con il Conservatorio Jacopo Tomadini, rappresentato per l’occasione dalla violoncellista Cristina Nadal, che dal prossimo novembre sarà alla sua guida raccogliendo il testimone dell’attuale direttore, l’organista Beppino Delle Vedove. Quindi, l’ingresso in sala del maestro Gessi ha segnato l’avvio del concerto, nel quale la Ceman Orchestra ha offerto una brillante interpretazione di un delizioso programma, aperto dalla Sinfonia in si minore per archi MWV N10, scritta dal grande Felix Mendelssohn Bartholdy quando aveva appena tredici anni. Dopo questa partitura affascinante, dello stesso Genio di Amburgo il Concerto in re minore per violino e archi MWV O3: per questo brano di grande presa sul pubblico è salito sul palco il giovane solista pluripremiato Mircea Dumitrescu, di Bucarest. Proprio a lui, infatti, ricorrendo l’anno della presidenza rumena dell’Ince, l’Iniziativa Centro Europea che sostiene l’intero progetto musicale, è stato affidato il ruolo solistico. E Dumitrescu ha offerto un trascinante “dialogo” del suo violino con gli archi. Dialogo che è risultato ancora più avvincente e coinvolgente nelle Danze popolari rumene di Béla Bartók, in cui si coglie tutta l’anima della tradizione danubiana. Dumitrescu, grato per i generosissimi applausi, ha voluto ricambiare con un brioso pezzo per violino solo del conterraneo George Enescu, nel quale ha messo in luce un virtuosismo che per lui sarà sicuramente foriero di ulteriori grandi soddisfazioni artistiche e professionali.
Per il gran finale, il direttore artistico ha scelto la bellissima Simple Symphony di Benjamin Britten, quale omaggio al grande compositore inglese a 50 anni dalla sua scomparsa. Scritta nel 1934, quando l’autore aveva poco più di vent’anni, fu subito considerata un capolavoro. Due poi i brani fuori programma, regalati come bis all’entusiasta platea del Verdi: il sempre meraviglioso e conosciutissimo Intermezzo strumentale dalla Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni e uno straordinario “pizzicato polka”, non quello da tutti conosciuto di Johann Strauss che ci viene regalato dal sempre amato Concerto di Capodanno di Vienna, bensì quello meno noto ma, nel contempo, affascinante dello statunitense Leroy Anderson. Brani offerti anche ieri sera a Zagabria nel concerto che si è potuto apprezzare nella opportuna e bellissima diretta streaming. Nel concerto inaugurale di Portorose, era stato inoltre eseguito l’Andante Cantabile in sol maggiore di Giuseppe Tartini, nell’elaborazione per orchestra d’archi di Cesare Barison, come tributo al grande violinista e compositore della vicinissima Pirano, al quale, come è noto, è intitolato il Conservatorio di Trieste, leader del progetto Ceman.

Mircea Dumitrescu “dialoga” con la Ceman.


Entusiasta alla fine del tour in quattro tappe di grande successo il direttore artistico. «Affrontare composizioni giovanili di Mendelssohn e Britten, assieme al brio sempre attuale delle Danze rumene di Bartók con un’orchestra di giovani talenti, rappresenta un’opportunità straordinaria», ha osservato Romolo Gessi, aggiungendo: «La ricerca della qualità artistica e la passione per la musica sono, a mio avviso, le qualità principali di questa iniziativa».
Un’idea innovativa, dunque, per raccogliere in un unico organico giovani musicisti di alto livello, provenienti da culture e nazioni diverse, con la visione di un nuovo mondo di relazioni musicali, capace di superare i confini, tramite uno spettacolo entusiasmante, nel segno dell’innovazione nella grande tradizione della intramontabile musica classica. La Central European Music Academies Network Orchestra è espressione della rete dell’Alta formazione  musicale europea, costituita per iniziativa del Conservatorio di Trieste con il sostegno dell’Iniziativa Centro-Europea. Come detto, collaborano al Progetto Ceman Accademie di grandissima tradizione musicale, da Bucarest a Belgrado, Banja Luka, Bologna, Bratislava, Budapest, Cetinje, Chisinău, Kiev, Novi Sad, Ljubljana, Sarajevo, Sofia, Tirana, Trieste, Udine e Zagabria. Il Progetto è sorto nel 2016 su iniziativa del Conservatorio di Trieste, con il sostegno dell’Ince per il coordinamento delle eccellenze musicali dell’Europa Centrale. Un secondo tour della Ceman Orchestra sarà programmato in autunno, con tappe in prestigiose sedi proprio della Mitteleuropa, e sarà preceduto da un convegno internazionale, che si terrà allo stesso Tartini, sul Progetto Ceman e sulla valenza della cooperazione internazionale. Un valore che assume sempre più importanza in quanto esprime intesa e fratellanza, in un parola “pace” di cui abbiamo tutti tanto bisogno in questo mondo attraversato ogni giorno da guerre sanguinose, tensioni interminabili e preoccupanti inquietudini.

Due settori dell’orchestra.

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In copertina, il direttore Romolo Gessi con il violinista Mircea Dumitrescu al termine della brillante interpretazione solistica.

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