In un tempo in cui l’intelligenza artificiale generativa sta entrando con rapidità crescente nei processi creativi, produttivi e quotidiani, la musica torna a porsi una domanda antica e insieme radicalmente nuova. Che cosa significa creare? Dove nasce l’emozione di un’opera? Quale ruolo appartiene ancora all’autore, all’interprete, alla sensibilità umana, quando nuovi strumenti tecnologici sono in grado di produrre forme sonore, elaborare materiali, suggerire strutture e generare linguaggi? Da queste domande prende vita “Vivaldi Recoded. Le Quattro Stagioni fra tradizione e innovazione”, progetto della Nuova Orchestra da Camera Ferruccio Busoni diretta da Massimo Belli che mette al centro un confronto inedito tra il patrimonio musicale europeo, la composizione classica, la creatività giovanile e l’intelligenza artificiale applicata alla musica.


Il progetto è stato presentato a Trieste alla presenza del vicepresidente e assessore a cultura della Regione Friuli Venezia Giulia, Mario Anzil, dello stesso maestro Belli, del direttore del Conservatorio Giuseppe Tartini Sandro Torlontano, del direttore del Polo Tecnologico Alto Adriatico “Galvani” Franco Scolari, della responsabile della comunicazione Area Science Park Giada Cadei e del direttore artistico della Casa della Musica di Trieste Gabriele Centis, con la partecipazione artistica dei compositori Simone Valente e Lorenzo Bosich, moderati da Antonella Varesano, referente scientifico di Asperastra. La prima esecuzione assoluta del progetto è in programma venerdì 12 giugno alle ore 18 al Polo Tecnologico Alto Adriatico di Pordenone.
«Il progetto dedicato alla rilettura contemporanea delle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi – ha osservato Anzil – rappresenta un esempio significativo di dialogo tra tradizione, giovani generazioni e innovazione. La collaborazione tra l’Orchestra Busoni, il Conservatorio Tartini e l’Asperastra Innovation Lab dimostra quanto sia importante costruire progettualità condivise. Il confronto tra composizione classica e sperimentazione con l’intelligenza artificiale apre una riflessione attuale sul rapporto tra creatività umana e nuove tecnologie. La Regione Friuli Venezia Giulia guarda con interesse a iniziative capaci di valorizzare il patrimonio culturale come una risorsa viva, aperta al presente e al futuro”.

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Cd per i 60 anni della Busoni

È uscito per Movimento Classical il Cd che celebra il 60°anniversario della fondazione dell’Orchestra Ferruccio Busoni. Registrato dal vivo il 29 maggio 2025 nella Sala Victor De Sabata del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste con la partecipazione straordinaria come solista di Laura Marzadori, primo violino dell’orchestra del Teatro alla Scala di Milano, e della stessa formazione cameristica diretta da Massimo Belli. In copertina l’Orchestra Busoni negli anni ’60, con il suo fondatore, Aldo Belli. La registrazione è stata effettuata da BartokStudio, producer e ingegnere del suono Raffaele Cacciola. Il Cd è stato realizzato grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, Ministero della Cultura, Comune di Trieste, Le Fondazioni Casali e Cidim – Comitato Nazionale Italiano Musica. Vi sono contenute musiche di Tomaso Antonio Vitali (1663-1750), Edvard Grieg (1843-1907), Camille Saint-Saëns (1835-1921), Jean Sibelius (1865-1957), Giulio Viozzi (1912-1984), Marco Sofianopulo (1952-2014) e Ferruccio Busoni (1866-1924). https:///ita/catalogo/album/id/174

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L’iniziativa, tra le più originali nel panorama culturale nazionale, nasce con l’obiettivo di interrogare il rapporto tra memoria musicale e futuro tecnologico, ponendo Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi, uno dei capolavori più riconoscibili e amati della storia della musica occidentale, al centro di un esperimento artistico e culturale capace di unire concerto, ricerca, formazione e innovazione. Il progetto è realizzato dalla Nuova Orchestra da Camera Ferruccio Busoni con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, nell’ambito del bando dedicato alla creatività, e con il contributo del Ministero della Cultura. Si sviluppa in collaborazione con Asperastra Innovation Lab da cui è nata l’idea di ricerca e sperimentazione in ambito AI, perseguendo i suoi obiettivi di potenziamento delle competenze creative in ambito tecnologico, e con il partenariato del Polo Tecnologico Alto Adriatico di Pordenone, del Conservatorio e della Casa della Musica di Trieste, di Area Science Park e di Danieli Spa.Cuore dell’iniziativa è il coinvolgimento di due giovani musicisti formati allo stesso Conservatorio Tartini, chiamati a confrontarsi con frammenti tematici tratti dall’opera vivaldiana attraverso due percorsi compositivi paralleli. Simone Valente, nato a Monfalcone nel 2003, violinista e studente di composizione, ha realizzato “Stagione”, brano per violino, orchestra d’archi e clavicembalo, dedicato alla Nuova Orchestra Ferruccio Busoni. La sua composizione nasce da un lavoro di frammentazione, trasformazione e ricombinazione dei materiali vivaldiani: non una citazione letterale, ma una nuova trama sonora in cui il violino solista diventa filo conduttore e voce umana del discorso musicale. Lorenzo Bosich, nato a Trieste nel 1998, diplomato in Musica elettronica con lode e menzione d’onore, ha invece sviluppato “Stagioni neurali, un esperimento musicale generativo”, per violino, orchestra d’archi e basso continuo, lavorando con il supporto di Suno AI, piattaforma di intelligenza artificiale generativa applicata alla musica. In questo caso, l’AI non viene presentata come sostituto della competenza musicale ma come strumento di stimolo, provocazione e interrogazione del processo creativo.


Le due nuove composizioni saranno poste a confronto con l’esecuzione integrale delle Quattro Stagioni di Vivaldi, in un programma che alternerà l’opera originale del compositore veneziano alle due riscritture contemporanee. Non si tratta di “aggiornare” Vivaldi, né di sostituire la tradizione con la tecnologia, ma di riattivare un capolavoro del passato come spazio vivo di confronto, tra gesto umano e algoritmo, tra studio compositivo e generazione artificiale, tra memoria culturale e linguaggi del presente. Il pubblico sarà parte attiva dell’esperimento e l’ordine di esecuzione dei due brani centrali varierà in ogni concerto, con gli spettatori coinvolti in un gioco interattivo: dovranno provare a riconoscere quale delle due composizioni sia stata realizzata con l’impiego dell’intelligenza artificiale. La domanda, apparentemente semplice, apre in realtà una riflessione profonda: che cosa percepiamo come “umano” in musica? Dove collochiamo l’emozione, l’intenzione, la paternità artistica? E quanto siamo davvero in grado di distinguere il processo creativo dal suo risultato sonoro?
Come detto, la prima esecuzione assoluta del progetto è in programma venerdì 12 giugno alle ore 18 al Polo Tecnologico Alto Adriatico di Pordenone. Il secondo appuntamento si terrà sabato 13 giugno alle ore 18.30 al Conservatorio di Musica “Giuseppe Tartini” di Trieste. In entrambe le date il violino solista sarà Giada Visentin, spalla della Nuova Orchestra da Camera Ferruccio Busoni e interprete di intensa attività concertistica. Il progetto proseguirà poi martedì 15 settembre, alle ore 18, alla Conference Hall di Area Science Park, a Padriciano, e martedì 27 ottobre alle ore 19 a Udine, presso il Gruppo Danieli – Spazio Villalta, con violino solista Lucio Degani, musicista di riconosciuta esperienza internazionale.

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In copertina e qui sopra due immagini della Nuova orchestra Ferruccio Busoni diretta da Massimo Belli; all’interno, il tavolo dei relatori e i giovani compositori Lorenzo Bosich e Simone Valente.

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