Vent’anni dopo la fine della guerra, la Bosnia Erzegovina resta fuori dall’Unione Europea, ma le sue relazioni con il Friuli Venezia Giulia corrono più veloci della diplomazia di Bruxelles. Se n’è discusso ieri nella sede di Civibank, al forum economico-culturale che l’Associazione Mitteleuropa organizza ogni anno a Cividale all’interno del cartellone di Mittelfest e che ha attraversato le direttrici di diplomazia, economia e sicurezza. «C’è stato tutto, oggi, in questo forum: la politica internazionale, l’economia e anche il valore di chi si impegna sul campo per garantire quella sicurezza che rende possibile vivere in pace e collaborazione. I nostri cinquant’anni di storia sono il nostro biglietto da visita: siamo nati come associazione culturale per diventare un punto di riferimento culturale e diplomatico, una vera “intelligence association”», ha commentato il presidente Paolo Petiziol.
Il primo panel, dedicato alla Bosnia Erzegovina e ai Balcani, è stato un dialogo tra Miloš Prica, Ambasciatore dell’Ufficio speciale per le attività diplomatiche del Ministero degli Esteri, e il presidente Petiziol. Prica ha affrontato il tema dell’integrazione dei Balcani occidentali nell’Unione Europea, ricordando il ruolo cruciale svolto dalla comunità internazionale dopo la guerra del 1995 e la firma degli accordi di pace, definendo quella stagione probabilmente la migliore operazione di peacekeeping dal secondo dopoguerra, capace di costruire uno spazio economico comune e una coesistenza pacifica. L’ambasciatore ha, però, sottolineato che il ruolo di mediazione esterna, se necessario nel primo decennio postbellico, non può sostituirsi nel tempo a un dialogo interno più maturo, indispensabile per il reale progresso del Paese. Sul percorso di adesione all’Ue, aperto dal summit di Salonicco del 2003 con la promessa di un ingresso entro il 2012 mai realizzata, Prica ha espresso un giudizio critico sulle richieste molto più rigide che vengono fatte oggi ai Paesi balcanici, rispetto a chi è entrato nel 2004 e nel 2007, osservando come l’attenzione europea si concentri oggi soprattutto su Moldavia e Ucraina, lasciando in secondo piano i Balcani occidentali.
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Tra musica e teatro
Si riaccende la grande musica di Mittelfest in piazza Duomo: oggi, 22 luglio, alle 21 tocca ai Romano Drom con Prikezhia in prima nazionale: i gipsy-valacchi ungheresi portano l’energia contagiosa e i ritmi senza confini della Mitteleuropa in un mix malinconico e travolgente, una fusione di strumenti tradizionali a corda e a percussione con la batteria e il basso moderni. Seconda prima nazionale alle 19.30 al Teatro Ristori con Son, mother and father sit at the table in silence di Ivor Martinić, regia di Aleksandar Švabić, produzione Zkm Theatre (Croazia). Una domanda tagliente come una lama: se padre o madre dovesse tenere in vita solo uno dei propri figli, quale sceglierebbe? Attorno a un tavolo, tra dialoghi intensi, amari e al contempo incredibilmente divertenti, Martinić — uno dei più premiati drammaturghi croati contemporanei — scandaglia i lati più oscuri di noi stessi e delle nostre famiglie, in un crescendo verso una catastrofe annunciata. Spettacolo in croato con sovratitoli in italiano. Alle 18.30 al Museo Archeologico Nazionale di Cividale, il Soroptimist International d’Italia – Club Cividale del Friuli assegna il 25° Premio Adelaide Ristori a Lucia Limonta, protagonista a Mittelfest 2025 dello spettacolo Argo diretto da Serena Sinigaglia. Il premio, istituito nel 1998 in onore della grande attrice cividalese Adelaide Ristori — nata a Cividale del Friuli il 29 gennaio 1822 — viene assegnato ogni anno alla migliore artista dell’edizione precedente del festival. Alle 19.15 nell’Orto delle Orsoline, terzo appuntamento di Mittelounge con I’m In (experimental/punk rock) alle 19.30 — una OneManBand che fonda le sue radici nel punk di Washington DC e nella scompostezza in stile Primus, con basso distorto, batteria a pedali e voce inscatolata in un ampli di chitarra — e Gushi e Raffunk feat. Mirko Cisilino (electro & trip-hop) alle ore 20.15, un live che si trasforma in un flusso continuo tra elettronica, improvvisazione jazz e suggestione cinematografica. Ingresso libero.
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Il secondo panel guarda alle economie complementari tra Friuli Venezia Giulia e Balcani, con gli interventi di Luigino Pozzo, presidente di Confindustria Udine, e Roberto Corciulo, presidente di IC&Partners spa e già presidente di Mittelfest. Corciulo ha tracciato la mappa delle opportunità economiche tra Friuli Venezia Giulia e Balcani, letti non come mercato di sbocco marginale ma come area di integrazione industriale e logistica per il Nord-Est. La parola chiave è complementarità: se il Fvg mette a disposizione la porta adriatica, la manifattura e la vocazione all’export, i Balcani offrono crescita, investimenti e un progressivo allineamento agli standard Ue. Le filiere in cui la domanda balcanica incontra più direttamente l’offerta regionale spaziano dalla meccanica e componentistica all’energia e ambiente, dalla logistica ai trasporti, fino ad agroalimentare e arredo, con margini di crescita per le imprese friulane attraverso export mirato, sourcing di prossimità o presenza diretta sul territorio, a seconda del valore del prodotto e del livello di servizio richiesto. A completare il quadro è intervenuto lo stesso Pozzo, che ha parlato non solo come presidente di Confindustria Udine ma anche come imprenditore attivo da vent’anni in Bosnia Erzegovina, dove la oggi conta circa 450 dipendenti su due stabilimenti. Pozzo ha definito quello dell’Associazione Mitteleuropa un lavoro prezioso di dialogo con i Paesi vicini, sul piano sia culturale sia economico, e ha inquadrato i Balcani occidentali come area strategica per il reshoring produttivo del Nord-Est, dopo anni in cui la globalizzazione pre-Covid aveva spostato gran parte del manifatturiero a est alla ricerca di materie prime e manodopera a basso costo. Un modello, ha osservato, che oggi espone le imprese europee al rischio di dipendere da forniture concentrate in quelle stesse aree, e che va superato costruendo filiere più vicine e competitive rispetto ai nuovi concorrenti, Cina in testa, accelerando i tempi dell’innovazione e accorciando le catene di fornitura.
Ha chiuso la mattinata di lavori il terzo panel dedicato alle missioni di pace nei Balcani, con la partecipazione del Comando della Brigata Alpina Julia, guidata dal colonnello Ruggero Cucchini. Il dialogo ha ripercorso le missioni di pace successive alla guerra in Jugoslavia, da cui è nato il percorso che ha portato alla costituzione della Multinational Land Force (Mlf) nell’aprile del 1998 tra Italia, Sliovenia e Ungheria e successivamente con Austria, Croazia, Albania, Montenegro e Macedonia del nord. Sono intervenuti anche il responsabile retail di Civibank Mauro Dorligh, il direttore artistico di Mittelfest Giacomo Pedini e il sindaco di Cividale Attilio Vuga. Presente tra gli ospiti anche Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto Adriatico.
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In copertina e all’interno, alcune immagini del forum europeo di ieri mattina.
