di Giuseppe Longo
VENZONE – Quanta emozione, ieri sera, nel Duomo di Venzone ascoltando “Echi di vento”, il brano che Luisa Sello, flautista di fama internazionale, ha composto per il 50° anniversario del terremoto che aveva ridotto la preziosa cittadella medievale a un immenso cumulo di macerie e che oggi, grazie anche ai segni che il tempo lascia sui muri, sembra che una simile tragedia non sia mai avvenuta. Perché la rinascita qui è stata totale, la ricostruzione mirabile, dimostrazione fra le più evidenti di quel “modello Friuli” che ha qualificato la nostra terra agli occhi del mondo. E a Venzone l’esempio più luminoso di tutti è proprio quello della Chiesa di Sant’Andrea Apostolo ricostruita pietra su pietra, per “anastilosi”, esattamente dov’era e com’era. Per cui, ascoltare fra queste vetuste mura, la struggente pagina scritta da Luisa Sello, ha messo i brividi a più di qualcuno, specialmente fra coloro che il sisma lo hanno conosciuto personalmente e non l’hanno dimenticato. Proprio come la musicista udinese che – ha detto – «avendo fatto anch’io quella durissima esperienza ho sentito la necessità, in questo cinquantesimo anniversario, di trasferire sul rigo le mie emozioni, pur senza avere nessuna velleità di essere compositrice».
E il risultato è stato di grande effetto, in quanto il brano per flauto, voci e archi – gli stessi strumentisti della Sinfonietta Fvg si sono improvvisati cantori, con vocalizzi che hanno aumentato il “pathos” della composizione, altamente descrittiva dall’arrivo della grande scossa del 6 maggio 1976, con la sua distruzione totale e i mille morti rimasti sotto le case crollate, alla speranza della ripresa e della rinascita, come è effettivamente avvenuto e pure in tempi molto rapidi, da record mondiale. E allora ecco il “canto” liberatorio finale, accentuato dalla calda voce della violoncellista Cristina Nadal che dona la serenità tanto ricercata, invitando a a guardare al futuro con fiducia. E il pubblico ha ripagato il brano, ascoltato con tanta commozione, con un fragoroso e lunghissimo applauso.
“Echi di vento” – presentato giovedì, con pari successo, anche a Colloredo di Monte Albano, di fronte a quel Castello ora completamente rinato, e che stasera sarà eseguito nella Chiesa di Santa Margherita del Gruagno, sulle colline di Moruzzo, e domani nella Basilica patriarcale di Aquileia, “madre” della Chiesa friulana, e non solo – era la pagina centrale del bellissimo programma, dal titolo “Meraviglia e ispirazione”, messo a punto da Luisa Sello nell’ambito del ricco cartellone della decima edizione di “Friuli Concertante”. La serata si è aperta, infatti, con un famoso concerto in tre movimenti di Antonio Vivaldi, seguito da un’altrettanto nota composizione di Wolfgang Amadeus Mozart quale omaggio al Genio di Salisburgo nel 270° anniversario della nascita. Nella parte finale è seguito un magnifico florilegio, “Maravee”, scritto per flauto e archi nel 2015, proprio per Luisa Sello, dal compositore conterraneo Carlo Corazza che ha attinto al ricco patrimonio della tradizione friulana, dalle armonie antiche della sempre suggestiva “Scjarazzule marazzule” agli amati motivi che i nostri grandi autori hanno scritto soprattutto nel secolo scorso mettendo in musica le loro emozioni. Infine, una trascinante suite ancora per flauto e archi su temi cinematografici messi sul rigo dall’intramontabile Nino Rota e rielaborati da Vincenzo Anselmi, a cominciare dal felliniano Amarcord.
Applausi a non finire al termine di questo “pout pouri”di celeberrime di musiche da film con richieste di bis, prontamente accordate da Luisa Sello e dalla Sinfonietta Fvg: appena sei musicisti, ma tutti di grande talento e che la direttrice dell’ensemble ha presentato al pubblico entusiasta. E allora Ingrid Shllaku, Daniel Longo e la concittadina Lucia Clonfero (violini), Domenica Pugliese (viola) e Mauro Meroi (contrabbasso), oltre alla citata Cristina Nadal che dal prossimo novembre sarà anche alla guida dello storico Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine.
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In copertina e all’interno alcune immagini del concerto della Sinfonietta Fvg diretto dalla flautista Luisa Sello e una preziosa scultura lignea salvata dal terremoto e conservata nel Duomo di Venzone.
