«Per il Friuli Venezia Giulia questa prima celebrazione assume un significato particolare. La nostra regione custodisce infatti uno dei patrimoni speleologici più rilevanti d’Europa e il più importante d’Italia. La Giornata internazionale delle grotte e del carsismo rappresenta un’occasione preziosa per rafforzare la consapevolezza del valore ambientale, scientifico e culturale di questo patrimonio e per promuoverne una fruizione sempre più responsabile e sostenibile. Già dal 2016 la Regione si è dotata di una normativa che anticipava diversi dei principi oggi promossi dalla Giornata dedicata a grotte e carsismo». Lo ha affermato l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro presentando le iniziative promosse in Friuli Venezia Giulia in occasione della prima Giornata internazionale delle grotte e del carsismo, in programma il 13 settembre prossimo.

Torri di Slivia

Pradis

Istituita dall’Unesco nel 2025 su proposta dell’Unione internazionale di speleologia e sostenuta da oltre 150 organizzazioni internazionali, la ricorrenza nasce con l’obiettivo di promuovere la conoscenza, la tutela e la valorizzazione delle grotte e degli ambienti carsici, riconoscendone il valore ambientale, scientifico, culturale, paesaggistico ed economico. Per il Friuli Venezia Giulia il carsismo costituisce uno degli elementi più rappresentativi dell’identità regionale, con quasi 9 mila grotte censite, il più esteso complesso carsico d’Italia nel massiccio del Canin e un sistema di acquiferi e sorgenti di fondamentale importanza per la biodiversità e le risorse idriche.
In occasione della Giornata, la Regione guidata da Massimiliano Fedriga sostiene per la prima volta l’iniziativa “Grotte aperte”, in programma il 12 e 13 settembre, che consentirà al pubblico di visitare gratuitamente le cinque grotte turistiche inserite nel Catasto speleologico regionale: Grotta Gigante a Sgonico (Trieste), la Grotta delle Torri di Slivia a Duino Aurisina (Trieste), la Grotta di San Giovanni d’Antro a Pulfero (Udine), le Grotte Verdi di Pradis a Clauzetto (Pordenone) e la Grotta Nuova di Villanova a Lusevera (Udine). Sempre nell’ambito delle celebrazioni, dall’11 al 27 settembre, la Società Filologica Friulana di Udine ospiterà una mostra dedicata alla speleologia regionale con pannelli, reperti, immagini e un’esperienza immersiva in realtà virtuale, mentre il 15 settembre, nella sala Luttazzi del Porto Vecchio di Trieste, si terrà un workshop per il centenario di Duemila Grotte, il volume di Luigi Vittorio Bertarelli ed Eugenio Boegan considerato il primo catasto speleologico al mondo.

Fabio Scoccimarro


Le iniziative saranno accompagnate dalla distribuzione di materiali divulgativi realizzati dalla Regione e da un calendario di eventi organizzati in collaborazione con Enti parco, riserve naturali regionali, Enti locali e associazioni speleologiche, consultabile sul sito del Catasto speleologico regionale. Le attività promosse dai gruppi speleologici sono inoltre sostenute attraverso gli strumenti contributivi previsti dalla normativa regionale.
«Il Friuli Venezia Giulia – conclude l’assesssore Scoccimarro – aveva già riconosciuto il valore strategico del patrimonio speleologico con la legge regionale 15 del 2016, che considera grotte, aree carsiche e acquiferi come un unico sistema da tutelare. Le iniziative promosse per questa prima Giornata internazionale confermano la volontà della Regione di investire nella conoscenza, nella ricerca, nell’educazione ambientale e nella collaborazione con il mondo speleologico, valorizzando un patrimonio fragile e prezioso che rappresenta una risorsa fondamentale per il nostro territorio».

San Giovanni d’Antro

Villanova delle Grotte

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In copertina, la Grotta Gigante di Sgonico in una foto di Ulderica Da Pozzo.

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