«Pordenonelegge ha tanti meriti: ha meriti topografici perché ha elevato la città a capitale mondiale della lettura, favorendo anche il percorso verso il titolo di Capitale italiana della cultura. Ha meriti ‘cromatici’ perché la colora per una settimana allegramente di giallo, ma possiede un merito ancora più importante: quello di portare l’Italia, l’Europa e il mondo a Pordenone, e soprattutto di portare Pordenone in Italia, in Europa e nel mondo». Con queste parole il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura, Mario Anzil, è intervenuto ieri – alla presenza dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante – all’inaugurazione ufficiale della Festa del libro e della libertà.

Mario Anzil


Nel suo discorso, Anzil ha evidenziato il profondo legame tra la lettura, la crescita civile e la vocazione del territorio regionale. «La lettura è il presupposto indispensabile della libertà: non c’è libertà senza l’acquisizione della consapevolezza e della capacità di giudicare che solo la lettura è in grado di dare. I libri hanno la capacità di attraversare le epoche e oltrepassare i confini. Questo ci riporta alla visione della nostra regione per la cultura del domani: per noi, terra di confine, è proprio quella della cultura di frontiera che sa guardare con simpatia e amicizia alle identità vicine o lontane che stanno al di là del confine, sapendo che il presupposto indispensabile per poterlo fare è innanzitutto la conoscenza e il rispetto della nostra identità», ha affermato il vice della Giunta Fedriga.
Nel corso dell’inaugurazione – aperta dall’intervento del presidente della Fondazione Michelangelo Agrusti, del sindaco di Pordenone Alessandro Basso, del presidente della Camera di commercio di Udine Giovanni Da Pozzo, dei parlamentari Emanuele Loperfido e Marco Dreosto – è stata presentata la nuova bandiera del festival: un drappo giallo su cui campeggia una stella a nove punte, simbolo che richiama le nove lettere che compongono il nome della città di Pordenone.
Agrusti – presenti sul palco i curatori Gianmario Villalta, Valentina Gasparet e Alberto Garlini, insieme alla direttrice della Fondazione Michela Zin – ha tracciato il senso dell’edizione, straordinaria per numeri con oltre 650 voci del panorama autoriale contemporaneo, ma anche per la presenza a chiusura domenica del Capo dello Stato Sergio Mattarella. In un’epoca caratterizzata dall’immediatezza, la rassegna – è stato sottolineato – sceglie di scommettere sul tempo e sull’approfondimento, confermando la cultura come esercizio fondamentale di libertà e ponte verso il traguardo di Pordenone Capitale italiana della cultura 2027.
La cerimonia ha dedicato un passaggio significativo alla vertenza industriale Electrolux con l’intervento di Pietro Mancino, rappresentante della Rsu Fiom dello stabilimento di Porcia. A margine della cerimonia Amirante ha ribadito la centralità dei temi economici e sociali affiancati a quelli culturali: «Al di là delle occasioni straordinarie d’inizio e di fine rassegna che caratterizzano questa edizione, oggi – ha evidenziato Amirante – si è voluto dare un segno importante, di orgoglio della città con la presentazione del prototipo di una nuova lavatrice di design. Il design caratterizza forte mente l’imprenditoria del nostro Paese e, grazie a questo stimolo, dalle idee, può nascere qualcosa di molto positivo per i nostri lavoratori».

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In copertina e qui sopra, gli “angeli” di Pordenonelegge una presenza preziosa per il festival letterario.

 

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