di Giuseppe Longo
AQUILEIA – Troppe guerre insanguinano il mondo, a cominciare da quadranti anche a noi vicini. Tanto che ieri sera dalla Basilica patriarcale di Aquileia, Patrimonio Unesco come tutte le preziose testimonianze della “città romana”, si è levato un forte appello di pace. Che si è intrecciato con il ricordo del terremoto del Friuli, nel cinquantesimo anniversario, e della rinascita che ne è rapidamente seguita, assieme a uno sviluppo senza pari, obiettivi mirabili ed eccezionali che soltanto in tempi di pacifica convivenza è possibile raggiungere. Da questo straordinario luogo di fede e spiritualità, dalla Chiesa Madre del Friuli, ma non solo, l’appello è stato lanciato per primo da Andrea Bellavite, direttore della Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia, durante il suo breve saluto. Ma poi ne è venuto uno anche in musica, quando Luisa Sello e la Sinfonietta Fvg hanno intonato nell’ambito della suggestiva suite composta dal friulano Carlo Corazza – peraltro presente, e applaudito – il dolcissimo, ma struggente, attacco di “Ai preat la biele Stele, duci Sants dal Paradis, che il Signor fermi la uere, che il mio ben torni al pais” (tradotto: Ho pregato la bella Stella e tutti i Santi del Paradiso affinché il Signore fermi la guerra e il mio amore torni al paese).
Una composizione, “Maravee” (meraviglia), bellissima che attinge a numerosi brani della tradizione friulana, tutti riconoscibilissimi, a cominciare dall’antico “Scjarazzule marazzule”, scritto una quindicina di anni fa proprio per la flautista udinese e una piccola orchestra d’archi. Le quali ieri sera ne hanno offerto una brillante e coinvolgente interpretazione, salutata da applausi molto convinti e calorosi. La composizione è stata eseguita immediatamente dopo “Echi di vento”, la toccante pagina che Luisa Sello ha voluto comporre a mezzo secolo dal sisma, mettendo in musica le paure, le ansie, le emozioni da lei stessa provate in quell’indimenticabile 6 maggio 1976. Ma anche la liberazione da un incubo e la gioia di una ricostruzione che, come dicevo, è stata rapida e completa. La commozione che suscita questo brano, suddiviso in episodi altamente descrittivi, tra dolcezza, drammaticità e serenità per la raggiunta rinascita, era stata circondata da un “pathos” tutto speciale che soltanto il Duomo di Venzone, rinato pietra su pietra, poteva donare. Ma che le ultramillenarie mura della Basilica di Aquileia hanno amplificato e reso ancora più intensa, specialmente quando i musicisti – appena sei archi – e il flauto solista si sono improvvisati anche cantori, accompagnando le ultime battute con vocalizzi di rara suggestione. Tanto che la Sello stessa li ha voluti presentare al folto pubblico: Ingrid Shllaku, Daniel Longo e Lucia Clonfero (violini), Domenica Pugliese (viola), Mauro Meroi (contrabbasso) e Cristina Nadal (violonello) che dal prossimo novembre sarà anche alla guida dello storico Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine.
Carlo Corazza
Due brani che hanno dunque costituito l’ossatura centrale della magnifica – anche se purtroppo calda – serata tra i mosaici millenari della Cattedrale poponiana, inserita nell’ambito della ricca stagione estiva di Friuli Concertante. Una serata, cominciata come le tre che l’hanno preceduta a Colloredo di Monte Albano, appunto a Venzone e a Santa Margherita del Gruagno, con due bellissimi concerti, per flauto solista e archi, di Antonio Vivaldi e Wolfgang Amadeus Mozart. E che si è conclusa, tra il battimani ritmato del felliniano Amarcord, con il florilegio di musiche da film di Nino Rota, che hanno segnato la storia del cinema italiano, nella trascrizione del maestro Vincenzo Anselmi, pure composta espressamente per Luisa Sello. E da due bis molto graditi. Un programma che avrà anche una “coda” carnica con una rappresentazione a Paluzza il 30 agosto.
Insomma, un’altra grande serata di musica nella Basilica patriarcale, nell’ambito dei Concerti in Basilica 2026 che hanno contato anche due riuscitissime “trasferte” in Sant’Eufemia a Grado. Una stagione giunta alla 38ma edizione, nell’ambito della quale il prossimo appuntamento sarà doppio, con il duo Riverberi che si esibirà giovedì 20 agosto nella modernissima Concattedrale di Nova Gorica (Diocesi di Capodistria) e il giorno successivo tra le mura di casa, sempre alle 20.45 e con ingresso libero. E il pubblico risponde ogni volta in modo molto generoso: anche ieri sera c’erano non meno di duecento persone nelle navate laterali, in quanto l’aula principale che custodisce le preziose opere musive paleocristiane, giustamente, non è aperta al pubblico. Ricordiamo, allora, che la bella e importante manifestazione musicale è organizzata dalla Fondazione Aquileia, dalla Pro Loco della città romana, dal Comune di Aquileia e dal Museo Archeologico Nazionale, in collaborazione con la citata Socoba, la Società per la Conservazione della Basilica.
—^—
In copertina e all’interno alcune immagini del magnifico concerto di ieri sera ad Aquileia introdotto dal saluto del direttore della Basilica Andrea Bellavite.
