La distanza fra adolescenti e adulti, i limiti dell’universo, le parole con cui definiamo il maschile e il femminile. Sono le frontiere al centro della giornata di oggi, 3 ottobre, al Teatro Verdi di Gorizia, dove Matteo Lancini, Paolo Ferri e Vera Gheno saranno protagonisti con le loro lezioni magistrali della seconda giornata di “Frontiere – Dove i mondi si incontrano”. Dopo l’apertura di ieri con Giada Messetti e Anna Foa, il festival prosegue attraversando ambiti diversi del sapere, mettendo al centro la grande attualità del pianeta, questioni che riguardano la vita quotidiana e il nostro modo di leggere e comprendere il mondo. Ideato e organizzato dal Gruppo Nem Nordest Multimedia ed Editori Laterza, con Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, Comune di Gorizia, Regione Friuli Venezia Giulia e la media partnership di Radio Rai3 e Rai Friuli Venezia Giulia, Frontiere propone fino a domani 4 ottobre otto voci della cultura chiamate a confrontarsi con altrettanti binomi del presente. Partner di progetto sono GECT GO e Cassa Rurale FVG, con la collaborazione delle Università di Udine, Trieste e Nova Gorica e il supporto di Confcommercio Gorizia.
Il programma odierno si aprirà alle 15.30 con lo psicologo e psicoterapeuta dell’età evolutiva Matteo Lancini, che affronterà il tema «Giovani / Adulti». Al centro, il disorientamento che attraversa entrambe le generazioni: adolescenti alle prese con fragilità e una quotidianità sempre più tecnologica, genitori incerti sul proprio ruolo e sulle risposte da offrire. Lancini – ampiamente riconosciuto come uno dei massimi esperti in Italia per quanto riguarda l’età evolutiva, l’adolescenza e il sostegno ai genitori, presidente della Fondazione Minotauro di Milano – esplorerà questa distanza a partire dalle difficoltà dell’ascolto e della relazione educativa, individuando le possibilità di un’alleanza fra chi cresce e chi è chiamato ad accompagnare la crescita. Una riflessione che tocca da vicino famiglie, insegnanti e tutti gli adulti che si confrontano con i bisogni delle nuove generazioni.
Alle 17.30, lo sguardo si sposterà dalla dimensione delle relazioni alle frontiere del cosmo con Paolo Ferri e la lectio «Universo finito / Universo infinito». Fisico, per anni alla guida delle operazioni di missioni storiche dell’Agenzia Spaziale Europea, fra cui Rosetta, Mars Express ed ExoMars, fino a diventare responsabile di tutte le missioni spaziali robotiche europee, Ferri porterà al festival l’esperienza di chi ha contribuito direttamente all’esplorazione dello spazio. Il confronto fra un universo finito e uno infinito offrirà al pubblico un percorso attraverso i modelli sui quali la scienza contemporanea continua a interrogarsi, avvicinando una delle grandi questioni della cosmologia attraverso la conoscenza maturata sul campo. In serata, alle 21, sarà la sociolinguista Vera Gheno a esplorare «Maschile / Femminile». Le desinenze, i nomi delle professioni e i pronomi entreranno nel racconto come luoghi nei quali i cambiamenti della società diventano visibili e suscitano confronto. Autrice per Laterza del saggio «Genere», Gheno indagherà il rapporto fra grammatica e identità, mostrando come le parole contribuiscano a definire ruoli e rapporti di potere. Discutere di genere significa anche interrogarsi su chi trova riconoscimento nella lingua e su chi ha diritto di parola: una prospettiva che collega le scelte linguistiche alle esperienze delle persone.
Il festival prosegue, poi, domani fin dal mattino: alle 11, sempre al Teatro Verdi, protagonista il filosofo Stefano Velotti e la lectio «Bello / Brutto». Fra i maggiori interpreti italiani dell’estetica contemporanea, Velotti accompagnerà il pubblico attraverso due categorie che orientano il nostro sguardo e che la storia dell’arte ha continuamente rimesso in discussione. Dalle avanguardie al ready-made, fino alle provocazioni contemporanee, la riflessione esplorerà le trasformazioni del gusto e le ragioni per cui ciò che suscita repulsione può anche affascinare. Due ulteriori appuntamenti nel pomeriggio porteranno a conclusione il festival: alle 15, Maurizio Ferraris affronterà «Intelligenza naturale / Intelligenza artificiale», interrogando il significato del pensare nell’epoca delle macchine che apprendono; alle 17, lo storico Alessandro Vanoli proporrà «Oriente / Occidente», una rilettura di questo confine culturale attraverso gli scambi e gli intrecci che, nei secoli, hanno contribuito a costruirlo.
Accanto alle lectio, prosegue nel centro cittadino Crossroads, il progetto di animazione territoriale della Fondazione Carigo che fa riaffiorare la Gorizia multiculturale fra Ottocento e Novecento. Oggi e domani le passeggiate partiranno da Piazza Vittoria alle 16.30, attraversando strade, corti e botteghe, mentre dalle 15 alle 20 il centro sarà animato da performance e attività. Sabato, fra gli appuntamenti, il concerto d’organo alle 16.00 nella chiesa di Sant’Ignazio, le musiche di frontiera e il coro della Glasbena Matica all’Antica Ferramenta Krainer, le letture al Kulturhaus Görz e le proiezioni lungo via Rastello. Nella sede della Fondazione, il Caffè letterario restituirà atmosfere e dialoghi della città di fine Ottocento. L’incontro fra culture continua anche a tavola con le food experience «Assaggi di frontiera», nell’ambito delle Frontiere Experience a cura del Comune di Gorizia. Nei locali cittadini, le specialità raccontano una cucina nata dall’incontro fra tradizioni friulane, slovene, austriache e ungheresi, entrate nelle abitudini delle famiglie e reinterpretate fino a diventare patrimonio goriziano. Ad affiancarle, gli Aperitivi Frontiere, occasione per ritrovarsi e scoprire la città fra un appuntamento e l’altro.
L’accesso alle lectio è gratuito fino a esaurimento dei posti, con registrazione su www.frontieregorizia.it. Partecipazione gratuita e iscrizioni agli itinerari Crossroads su www.fondazionecarigo.it/crossroads
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In copertina, la sociolinguista Vera Gheno; all’interno, Paolo Ferri e Matteo Lancini.
(Foto Fabiana Zanola e Clarissa Lapolla)
