Quattrocento anni di follie finanziarie raccontati da un uomo che, dopo aver perso tutto, si presenta al pubblico letteralmente “In Mutande”. È il monologo comico-divulgativo di e con Gabriele Brunelli ad aprire, oggi 28 ottobre, alle 20.30, nella Sala Palco del Teatro Verdi di Pordenone, l’edizione 2026 di R-Evolution Lab, quest’anno dedicata a “Sostenibilità e cultura finanziaria”. Un avvio teatrale che intreccia ironia e consapevolezza, prima dei due incontri con Carlo Cottarelli ed Elsa Fornero, che sono stati ufficialmente inseriti nel Mese dell’educazione finanziaria su provvedimento del “Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria”, istituito nel 2017 dal Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e con quello dello sviluppo economico. Diretto da Simone Tudda e prodotto da Agemò Teatro e servomutoTeatro, con il sostegno della Fondazione Claudia Lombardi, “In Mutande” arriva al Verdi dopo il successo del debutto al FringeMI Festival di Milano. Dalla tulipanomania del 1637 alle speculazioni più recenti, attraversa bolle e crolli per raccontare un meccanismo che sembra ripetersi: si scommette, si perde e si ricomincia, convinti che questa volta andrà diversamente. Sul palco c’è un uomo stanco di nascondere la propria condizione, pronto a farsi specchio dei desideri e delle paure di ciascuno. Tra stand-up comedy e teatro di narrazione, Brunelli trasforma gli spettatori in speculatori, coinvolgendoli in un gioco in cui si compra, si vende, si rischia e soprattutto si ride. Il denaro perde così la sua astrattezza e rivela quanto pesi sulla vita quotidiana: un mutuo, una busta paga che non basta, il desiderio di avere di più e la paura di restare indietro. Fino a un ballo di gruppo che prova a scrollarsi di dosso il peso di questa nuova coscienza.

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Quaranta giovani artisti

Una stanza completamente foderata di carta bianca, pronta a farsi pelle, diario e labirinto della memoria. Un collettivo di giovani menti che unisce le forze per avventurarsi in una emozionante “tracciatura” dell’esperienza umana, nel tempo dell’Intelligenza artificiale. È l’impresa artistica di 40 giovani delle classi seconde e quinte del Liceo Artistico Galvani di Cordenons: sono loro i veri protagonisti di “Un Atlante di Mnemosyne”, l’opera corale e partecipata che verrà svelata ufficialmente al pubblico oggi 28 ottobre, ore 14.30, nella Sala Pizzinato di Casa Zanussi Centro Cultura Pordenone. L’ingresso è liberamente aperto alla città. Nato da un’idea condivisa fra l’artista visiva, muralista e illustratrice Rosmunda – al secolo, Maria Bressan – ex allieva dello stesso istituto, e il Presidente del Centro Iniziative Culturali Pordenone Fulvio Dell’Agnese, il progetto si configura come un vero e proprio “flusso di coscienza” visivo. In un’epoca dominata dagli algoritmi e dalla generazione artificiale delle immagini, l’iniziativa lancia una sfida culturale e antropologica: rivendicare la prerogativa insostituibile dell’essere umano di osservare, vibrare e trasmettere emozioni. E raccontare per immagini questo flusso di coscienza. Il motore concettuale dell’intera operazione affonda le sue radici nella straordinaria eredità intellettuale di Aby Warburg (1866–1929), uno dei più rivoluzionari storici dell’arte e critici della cultura del Novecento. Warburg è celebre per aver scardinato le letture tradizionali e cronologiche della storia dell’arte, dedicando la sua intera vita allo studio del Nachleben – la “sopravvivenza delle immagini” e dell’antico nel contemporaneo. Secondo Warburg, i simboli, le posture del corpo e le espressioni visive dell’antichità non muoiono mai, ma restano latenti nella memoria collettiva dell’umanità – simboleggiata da Mnemosyne, la dea greca della memoria – pronti a riemergere nei secoli successivi carichi di una nuova e travolgente energia emotiva. Nel suo capolavoro incompiuto, l’Atlante di Mnemosyne, Warburg accostava su grandi pannelli neri fotografie di opere d’arte di epoche e culture diversissime, cercando i fili invisibili e le “formule del pathos” (Pathosformeln) capaci di esprimere le tensioni universali dell’esperienza umana, dalla paura al trionfo, dalla malinconia all’estasi. Il progetto guidato da Rosmunda traduce questa colossale ricerca teorica in un’esperienza ludica, libera e laboratoriale. Gli studenti del Liceo Galvani hanno letteralmente “foderato” le pareti della Sala Pizzinato con fogli di carta, trasformando lo spazio espositivo in una tabula rasa emotiva. Divisi per aree tematiche basate sulle posture e sulle forme di pathos individuate da Warburg, i giovani hanno dapprima cercato e affisso le riproduzioni di opere d’arte del passato capaci di dialogare con quelle specifiche emozioni. Successivamente, hanno interagito con lo spazio attraverso linguaggi informali e istintivi, come il disegno automatico e il collage. Il risultato è un’opera ambientale potente, dove la storia dell’arte si connette al presente senza filtri accademici. A sottolineare che l’energia visiva e l’esplorazione di sé attraverso i simboli analogici restano risposte umane fondamentali, impossibili da replicare da qualsiasi Intelligenza Artificiale.

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Lo spettacolo apre R-Evolution LAB, rassegna promossa dal Teatro Verdi con l’Università degli Studi di Udine, insieme a Regione Fvg e Comune di Pordenone, con il particolare sostegno di Bcc Pordenonese e Monsile, che anticipa e arricchisce «PN Trading Places», il Festival dell’educazione finanziaria ideata dell’Ateneo friulano nel cammino verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027. «È notizia di questi giorni l’inserimento degli incontri con Carlo Cottarelli ed Elsa Fornero nel Mese nazionale dell’educazione finanziaria – spiega il presidente Giovanni Lessio –. Un riconoscimento che dà valore alla nostra visione del Verdi come luogo di cultura la cui progettualità va oltre il cartellone degli spettacoli: uno spazio aperto alla città, dove trovare occasioni per comprendere il presente attraverso strumenti di conoscenza utili a stimolare una partecipazione più consapevole alle scelte che disegnano il futuro». Mercoledì 11 novembre, alle 18, Carlo Cottarelli affronterà la sostenibilità del debito pubblico e il peso delle scelte di oggi sulle generazioni future. Domenica 22 novembre, sempre alle 18, Elsa Fornero, economista e già ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, parlerà di previdenza, cambiamenti demografici ed equità fra le generazioni. Entrambi gli incontri saranno introdotti dalla professoressa Cristiana Compagno. Per “In Mutand” biglietti a 10 euro, ridotti Under 26 a 5 euro. Gli incontri con Cottarelli e Fornero sono a ingresso gratuito con prenotazione. Info: www.teatroverdipordenone.it e biglietteria del Verdi, viale Martelli 2, tel. 0434.247624.

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In copertina, Gabriele Brunelli protagonista dello spettacolo al Verdi di Pordenone.

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