Un viaggio al confine fra il divino e il terreno, dove le frontiere si dissolvono attraverso la musica: il Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone entra nel vivo della sua 35ma edizione, incentrata sul tema “Fede ed Eresia”. Oggi, 22 ottobre, alle 20.45, il Duomo Concattedrale di San Marco ospiterà il concerto Danze Sacre, Danze Profane. Protagonisti della serata saranno la nota arpista Nicoletta Sanzin e i musicisti dello String Quartet Mint, l’Ensemble sloveno composto da Mojca Batič e Matija Udovič violino, Barbara Grahor Vovk viola ed Ema Krečič violoncello. Il Festival è promosso dall’associazione Presenza e Cultura per la direzione artistica dei maestri Franco Calabretto ed Eddi De Nadai. L’ingresso è gratuito, informazioni e dettagli su www.musicapordenone.it
String Quartet Mint
Danze Sacre, Danze Profane esplora una spiritualità arcaica: il programma si apre con pagine di Ottorino Respighi, il Quartetto Dorico composto poco più di un secolo addietro (1924): espressione dello stile maturo di Respighi e del suo interesse per gli antichi modi musicali, ispirata al modo dorico, affrontata con linguaggio sobrio, quasi austero, privilegiando l’armonia modale. Si proseguirà con Prière op. 22 per arpa di Alphonse Hasselmans, Prayer (1970) per arpa di Sergiu Natra, e L’Arc di San Marc (dedicato a Nicoletta Sanzin) di Giuliano Fabbro, compositore friulano contemporaneo. Note che si ispirano alle origini del Cristianesimo in Friuli: l’espressione colloquiale friulana “Arco di San Marco”, che indica l’arcobaleno, allude all’origine alessandrina della Chiesa di Aquileia dove si ritiene che San Marco abbia compiuto la sua opera evangelizzatrice. Penultimo brano in programma, la commissione del Festival, una anteprima assoluta di Giacomo Susani, Airesis per arpa e quartetto d’archi. «Scrivere un brano nell’ambito di un Festival di musica sacra è una sfida importante per un compositore che, come me, è sensibile alla poetica della spiritualità, ma da una prospettiva laica – spiega il compositore Giacomo Susani – L’idea per il brano al suo debutto è partita proprio dal tema dell’edizione del Festival di Pordenone di quest’anno, “Fede ed Eresia”. Airesis, potente termine greco antico da cui deriva etimologicamente la nostra parola “eresia”, significava in origine “scelta”. Sono proprio la sacralità dell’atto dello scegliere e le sue conseguenze interiori che hanno ispirato la forma e il mondo sonoro di questo brano». Gran finale nel segno di Claude Debussy e la sue iconiche Danse sacrée et danse profane, nella versione per arpa e quartetto d’archi. La Danse sacrée è basata su un pezzo pianistico del compositore portoghese Francisco de Lacerda e prelude alle rarefatte atmosfere di successive pagine pianistiche (Danseuses de Delphes del 1910). La Danse profane, che succede senza soluzione di continuità, lascia scorgere nel suo clima onirico l’influenza delle Gymnopédies di Satie, che Debussy aveva orchestrato nel 1897. La particolare combinazione timbrica fra l’arpa e gli archi è un elemento peculiare, cui si aggiunge la scelta di modi arcaici per ciascuna di esse.
Il Festival Internazionale di Musica Sacra è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e del Comune di Pordenone, con il sostegno di Fondazione Friuli e di BCC Pordenonese Monsile, in partnership con Italiafestival. Media partner sono la sede Rai Friuli Venezia Giulia e Rai Radio 3.
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In copertina, l’arpista Nicoletta Sanzin suonerà questa sera nel Duomo Concattedrale di San Marco a Pordenone.
