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Per la seconda volta consecutiva, il congresso internazionale di Ifotes – International Federation of Telephone Emergency Services (Federazione internazionale dei servizi telefonici di emergenza, con sede in Svizzera) sarà ospitato in Friuli Venezia Giulia. Dopo il successo ottenuto nel 2019 a Udine, per l’evento del 2023 gli organizzatori hanno scelto come location Lignano Sabbiadoro dove, al Bella Italia Efa Village, dal 18 al 22 ottobre, arriveranno 900 partecipanti provenienti da tutto il mondo. In programma ci sono oltre 100 appuntamenti tra sessioni plenarie, sessioni parallele e workshop, in quattro lingue (inglese, italiano, tedesco e francese). Gli ospiti potranno anche partecipare a delle visite guidate per scoprire Aquileia, la Laguna di Marano, Cordovado e Sesto al Reghena, grazie alla collaborazione con PromoTurismo Fvg. Inoltre, durante il Congresso, la città di Lignano ospiterà la mostra “The Human Touch”, due eventi musicali, un film sul tema del cambiamento; questi eventi sono aperti ai congressisti ma pure alla cittadinanza.
Come già avvenuto nella precedente edizione, la cinque giorni è stata organizzata per Ifotes da Artess – Association for Research and Training on Emotional Support Skills di Udine, con il patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Lignano Sabbiadoro, del Comune di Udine – Progetto Città Sane, dell’Università degli Studi di Udine; e in media partnership con Rai Fvg. L’evento ha inoltre ricevuto l’Alto patrocinio del Parlamento europeo. «Siamo molto felici che quattro anni dopo l’ultimo congresso tenutosi a Udine, avremo il prossimo congresso nel 2023 a Lignano Sabbiadoro, in Friuli Venezia Giulia. Sono sicura che sarà un’esperienza meravigliosa per tutti voi in questa bellissima e accogliente regione», ha detto la presidente di Ifotes, Sonja Karrer.

TEMA DEL 2023 – Il tema scelto dal comitato scientifico guarda alla speranza verso il futuro: Winds of Hope – Acceptance and capacity for change, ovvero Venti di speranza -Accettazione e capacità di cambiamento. Gli esseri umani affrontano infatti piccoli o grandi cambiamenti nel corso della loro vita, a volte per scelta, a volte perché circostanze ed eventi lo impongono. Talvolta, i cambiamenti che non si possono evitare non sono facili, ma la loro accettazione è il prerequisito per la resilienza: un cambiamento indesiderato potrebbe infatti anche aprire prospettive per una maturazione personale e sociale. Gli individui e la società hanno le risorse personali e collettive per far fronte ai cambiamenti e accettarli, per mantenere un equilibrio, anche quando tutto sembra capovolto. Può però essere difficile. Lo sanno bene i volontari delle helpline che da 60 anni ascoltano le persone e le sostengono nei momenti più critici della vita, in quei periodi in cui accettare le situazioni o cercare di cambiarle è fondamentale per ridare speranza e costruire o ricostruire il futuro.

 IL PROGRAMMA – Le dimensioni sulle quali si articolerà il programma congressuale faranno riferimento a tre parole-chiave quali accettazione, cambiamento e speranza; oltre che a quattro prospettive di osservazione: cosa è cambiato; come affrontare e gestire i cambiamenti; dov’è la speranza; quali prospettive per i servizi di aiuto. Con Jan Rotmans (autorità internazionale nel campo delle transizioni e della sostenibilità, Uni Rotterdam) si discuterà su come saper convivere col caos in tempi di cambiamento e trasformazione. Ma si parlerà anche del concetto di salute globale (Roberto De Vogli, UniPd; e Melinda Medgyaszai, medico e psicoterapeuta ungherese), della complessità dell’essere umano e gli effetti nelle relazioni interpersonali (Franco Fabbro, UniUd; e Patrizia Romito, UniTs); della capacità di discernere tra accettazione e possibilità di cambiare (Martin Franken, filosofo tedesco). Ci sarà spazio anche per la salute mentale delle nuove generazioni (Michela Gatta, UniPd), e per parlare del concetto attualizzato di dipendenza (Jean-Felix Savary, Uni Ginevra). Si approfondiranno le tematiche relative alla capacità di apprendere, comunicare, interagire coi cambiamenti e l’impatto sulle relazioni (Luca Chittaro UniUd; e Daniela Lucangeli, UniPd). Ci sarà anche un approfondimento sulla comunicazione educativa e terapeutica (Martin Debbané, Uni Ginevra e Savino Calabrese, Philo-Pratiche filosofiche). Marie Anaut (Uni Lione) introdurrà il concetto di resilienza nelle sue applicazioni pratiche. A portare la sua testimonianza di resilienza pure Marc Herremans, triatleta belga con disabilità. In programma sessioni sulla riscoperta del potenziale umano (Furio Honsell, UniUd; e Paola Parente, Quidd), sullo sviluppo dell’autoconsapevolezza, dell’intelligenza emotiva e della cura di sé e delle relazioni (Alessandro Vergendo, Vega Consultancies; Juho Mertanen, psicoterapeuta finlandese; Alfried Längle, Sigmund Freud University di Vienna), sulla capacità di generare speranza (Georg Fischer, Uni Innsbruck; Michael Hillenkamp, psico-traumatologo tedesco), sulla resilienza di comunità e le risorse della società (Stefano Grimaz – UniUd; Alan Woodward, LifeLIne Australia; Jodok Moosbrugger, psicoterapeuta austriaco). Tutti i temi trattati saranno quindi oggetto di una sintesi che consentirà di delineare le azioni possibili per il prossimo futuro, soprattutto per quanto riguarda i servizi di ascolto nell’emergenza emozionale e di promozione della salute sociale. Alcune sessioni sono ad accesso gratuito per le scuole, le associazioni culturali e di volontariato del territorio regionale, previa iscrizione.

DIANA RUCLI (ARTESS) – «Ancora una volta, un congresso Ifotes è ospitato nella regione Friuli Venezia Giulia. Ci siamo lasciati a Udine a luglio 2019 e ci ritroviamo a Lignano quattro anni dopo. Gli ultimi anni ci hanno sorpreso con eventi inaspettati e abbiamo dovuto mettere in gioco tutti i nostri saperi e le nostre risorse per fronteggiare quanto vedevamo rapidamente accadere attorno a noi. Un proverbio siciliano recita “piegati giunco ché passa la piena”, Significa che quando nella vita ci troviamo in situazioni difficili o che ci sovrastano, per farcela è prima necessario prendere atto di quanto accade, aspettare che “passi la piena” e poi rialzarsi per ricostruire. Come sempre – e soprattutto questa volta – la differenza l’hanno fatta le persone. Abbiamo organizzato il congresso a Lignano in meno di 10 mesi, questa è stata una risposta eccezionale che Artess ha potuto sostenere grazie alla rete di relazioni – istituzionali e professionali – già avviate e consolidate in occasione del precedente congresso. Un ringraziamento quindi va a tutti gli enti locali – dalla Regione Fvg al Comune di Lignano – a tutti gli organismi pubblici e privati che hanno dato un sostegno all’evento, e soprattutto a tutti i professionisti che ci hanno assistito con la loro competenza e la loro passione per la realizzazione del congresso nel miglior modo possibile. Infine, un richiamo al titolo che Ifotes ha dato questo congresso “Winds of hope” e l’interpretazione che ne abbiamo dato noi di Artess, mentre preparavamo l’evento: evocare la speranza vuol dire puntare sul futuro, sui giovani. E così abbiamo fatto: abbiamo coinvolto giovani professionisti, giovani artisti e giovani volontari. Hanno portato freschezza, entusiasmo, creatività e passione, il loro stile e la loro visione della contemporaneità. Ripartiamo da questo congresso quindi per ideare e costruire un futuro in cui ogni persona sia un valore e rappresenti una speranza, così da poterci rialzare tutti insieme dopo la piena».

Info: https://lignano-2023.ifotes.org/it

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