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di Giuseppe Longo

SOCCHIEVE – Non poteva avere un esordio migliore Carniarmonie 2023 che ieri sera ha debuttato nella splendida cornice della Pieve di Santa Maria Annunziata in Castoia, sulla collinetta che sovrasta Socchieve, protagonisti il grande Mario Brunello e la Fvg Orchestra, per l’occasione diretta dal giovane Aram Khacheh, 26 anni appena ma con un curriculum di tutto rispetto e che prelude a un futuro di sicuro successo. Gremita l’antica Chiesa Madre di questa comunità della Val Tagliamento – non meno di duecento persone, molte delle quali rimaste in piedi o addirittura all’esterno – per gustare un programma d’effetto e forte presa sul pubblico, presentato come “Notturni musicali”.

E difatti la serata, dopo una breve presentazione da parte dei rappresentanti del festival estivo della montagna, che si protrarrà fino agli inizi di settembre tra Carnia e Canal del Ferro-Valcanale, si è aperta con una pagina stupenda e molto nota di Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo 1756-Vienna 1791), “Eine Kleine Nacht Musik”, eseguita dalla Fvg Orchestra, in versione soltanto per archi, che ha acceso subito l’entusiasmo del folto uditorio. Entusiasmo che si è intrecciato con vera emozione quando, accanto al maestro Khacheh, ha preso posto Mario Brunello con il suo preziosissimo Maggini dei primi del Seicento. Il celebre violoncellista di Castelfranco, dove è nato nel 1960, si è esibito nei quattro tempi del Concertino per violoncello e orchestra che Moisej Samuilovič Vajnberg, noto anche come Mieczysław Weinberg (Varsavia 1919-Mosca 1996), dedicò a Mstislav Rostropovič, regalando le prime emozioni che poi sono via via cresciute con il Notturno per violoncello e archi di Pëtr Il’ič Tchaikovsky (Votkinsk 1840-San Pietroburgo 1893).

Una emozione così grande fra il pubblico che Brunello non si è potuto sottrarre dall’eseguire, con violoncello solo, due stupende Partite per flauto, trascritte per violoncello, di Johann Sebastian Bach (Eisenach 1685-Lipsia 1750). E i prolungati applausi sarebbero sicuramente continuati più che volentieri anche per un terzo bis. Infine, la “parola” è tornata alla Fvg Orchestra per eseguire, sempre del grande compositore russo – noto ai più per balletti intramontabili come “Il Lago dei Cigni” e “Lo Schiaccianoci” – la coinvolgente, delicata e trascinante Serenata per archi opera 48. Una pagina così bella e intensa che il pubblico nell’antica Pieve non smetteva di applaudire, sperando che ancora qualche battuta fosse regalata da Aram Khacheh e dalla sua bravissima formazione.
Un debutto, insomma, in grande stile per Carniarmonie 2023 che fin dalla prossima settimana, il 14 luglio, promette un’altra invitante serata, quando a Moggio Udinese sarà ospite l’Accademia d’Archi “Arrigoni” di San Vito al Tagliamento, cittadina dove la Fvg Orchestra sarà protagonista nei prossimi giorni in occasione del concorso internazionale “Piccolo Violino Magico”. Ma di questo parleremo al momento opportuno.

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In copertina, il direttore Aram Khacheh con il maestro Mario Brunello; all’interno, immagini del concerto e del pubblico,  nonché della Pieve al calare della sera.

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