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di Giuseppe Longo

MOIMACCO – Il concerto era finito sulle note dell’appassionante duetto fra Marussa e Lorenzo e gli interpreti si erano ritirati, ma il pubblico non si alzava e continuava ad applaudire perché aspettava un secondo bis sempre da “Nozze Istriane”, l’opera più conosciuta e amata di Antonio Smareglia. La bellissima serata a Villa de Claricini Dornpacher, a Bottenicco di Moimacco, organizzata dall’Accademia di studi pianistici “Antonio Ricci”, ha infatti rappresentato una meravigliosa cornice per dare il via all’ottava edizione del Premio internazionale intitolato al grande compositore istriano, di cultura mitteleuropea, nato a Pola nel 1854 e morto a Grado nel 1929. L’iniziativa è stata presentata da Flavia Brunetto, direttore del Conservatorio “Jacopo Tomadini” e presidente dell’Accademia udinese che l’ha ideata e la porta avanti da una quindicina d’anni dopo l’esordio che era avvenuto proprio nell’Isola in cui Smareglia chiuse i suoi giorni.

La consegna dei riconoscimenti della settima edizione – ha anticipato la presidente – avverrà entro la fine dell’anno al Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” che ha accolto tutte le premiazioni dopo le prime esperienze gradesi. Flavia Brunetto ha quindi presentato la serata, inserita nell’ambito della manifestazione “Concerti in Villa”, dal titolo “Nozze Istriane e altre storie”, e che ha visto protagonisti il soprano Giulia Della Peruta e il tenore Emanuele Giannino, accompagnati dal pianista Pietro Semenzato. Ad applaudirli, assieme al padrone di casa, professor Oldino Cernoia, presidente della Fondazione de Claricini Dornpacher, Adua Smareglia Rigotti, ultima nipote in vita del musicista, intervenuta assieme a familiari e altri parenti, e la cantante lirica Mirna Pecile.
Affascinante l’itinerario smaregliano interpretato dal duo e che si è aperto con quattro celebri brani: Ruba ai fior, Nell’onde chiare, Una mesta sospirando, Deh! Spegni o Dio, seguiti da tre Inni sacri, molto conosciuti, cioè Salve Regina, Pater Noster e Ave Maria. Spazio anche al pianoforte solo per la famosa Barcarola e per il preludio al secondo atto di Nozze Istriane, prima della esecuzione di quattro celebri arie tratte dalle più conosciute opere di Antonio Smareglia: “Rimani, Ah non partir” da Pittori Fiamminghi, Duetto Nersa Init da Oceana e, appunto, il celeberrimo duetto Marussa Lorenzo da Nozze Istriane, l’opera verista che il compositore ambientò a Dignano d’Istria, località a pochi chilometri da Pola legata alla famiglia d’origine del musicista. Ed è proprio questo duetto appassionato che è stato eseguito come bis coinvolgendo così tanto il pubblico che ne avrebbe gradito un altro. E sicuramente un altro ancora.

«Desidero esprimere il mio più vivo compiacimento – ha detto Adua Smareglia, a margine del riuscitissimo concerto – all’Accademia di studi pianistici “Antonio Ricci” e alla sua presidente Flavia Brunetto, direttore del Conservatorio di Udine, per aver intrapreso l’organizzazione dell’ottava edizione del Premio Smareglia. Un’iniziativa che fin dal primo anno – quando esordì a Grado, località dove mio nonno si spense nel 1929 – ho apprezzato moltissimo per l’importante contributo che la stessa ha dato, e continua a dare, per la riscoperta e la valorizzazione dell’opera di un musicista che giustamente merita di essere rivalutata e fatta conoscere alle generazioni più giovani. Pertanto, voglio esprimere la mia più sincera gratitudine alla professoressa Brunetto per l’impegno profuso da tanti anni nell’organizzare questo concorso che richiama l’interesse e vede la partecipazione di compositori di tutto il mondo. Nel contempo, colgo l’occasione per esprimere il mio plauso anche ai protagonisti di questo bellissimo concerto, ospitato in una sede così prestigiosa».
Ricordiamo, infine, che il Premio internazionale di composizione pianistica “Antonio Smareglia” è sostenuto da Ministero della Cultura, Regione Fvg, Io sono Friuli Venezia Giulia, Comune di Cividale del Friuli, Università degli Studi di Udine, Fondazione Friuli e Acc Udinese Scienze Lettere Arti.

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In copertina e all’interno immagini del concerto e dell’applauditissimo duetto; Adua Smareglia e familiari assieme agli artisti, a Flavia Brunetto e a Mirna Pecile.

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