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La nobiltà colta da un inedito punto di vista: l’ironia. Il nuovo libro di Gian Paolo Polesini “Polle. Il figlio unico” (Orto della Cultura Editore, 15 euro) si forma naturalmente a immagine e somiglianza del possente volume a firma del Prince Harry, col quale divide simpaticamente il format della copertina. E null’altro, se non la scusa per dare l’ultimo saluto a una saga che non avrà futuro per la mancanza di eredi.

Gian Paolo Polesini oggi.


Il libro di Polesini sarà presentato in anteprima oggi, 6 luglio, alle 20.45 alla libreria Moderna di via Cavour, a Udine: l’autore sarà in dialogo con il direttore del Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini, e con Maura Pontoni, referente editoriale. Le prossime presentazioni giovedì 10 agosto al PalaPineta di Lignano per gli Incontri con l’autore e con il vino e venerdì 18 agosto a Grado. Un modo come un altro per raccontare senza alcuna pompa magna, anzi, il mondo dei titolati di un tempo andato, quando i baciamano alle anziane contesse erano d’obbligo e si indossava lo smoking per andare a certe feste. Gian Paolo, ultimo discendente della dinastia dei marchesi Polesini, già nel 2007 scrisse “Sangue Blu” con peripezie, curiosità, racconti di settecento anni di storia familiare fra le visite di Imperatori e il triste esodo, quando il nonno e il papà furono costretti a lasciare l’amata isola di San Nicola di fronte a Parenzo, il 4 agosto del 1944.
Non è più tempo per la malinconia. Il giornalista del Messaggero Veneto, che da oltre trent’anni scrive di cinema, di teatro e di televisione, ha sempre usato l’arma della satira per raccontare qualunque evento, tanto più gli affari della sua dinastia che guarda sempre con aria disincantata, essendo nato tredici anni dopo la fine di tutto.
Nei ventiquattro capitoli del libro, Polesini dà sfogo a una narrazione veloce senza retorica, semmai ogni episodio è ricco di fatti divertenti e smart, perché la naftalina non è proprio l’elemento preferito dallo scrittore. “Polle. Il figlio unico” è una macchina del tempo dove si passa agilmente dal Settecento — quando i Polesini furono insigniti del titolo di marchesi dal doge Paolo Ranieri (1788) — ai Sessanta, gli anni della villeggiatura gradese, dai Quaranta, quando il padre Benedetto si ritrovò in Russia quale tenente interprete fra gli ufficiali italiani e quelli tedeschi, fino al 2023 per un finale aperto guarda caso nuovamente istriano o, per meglio dire, croato.
Alla presentazione odierna ha assicurato il proprio sostegno anche il Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.

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In copertina, Gian Paolo Polesini bambino nell’immagine con cui si presenta il nuovo libro che ha dedicato alla sua famiglia.

 

 

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