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Si preannuncia come un fine settimana speciale e tutto da sfogliare, nel cuore della Carnia, quello della prima edizione del Festival letterario Tolmezzo Vie dei libri, la nuova tre giorni dedicata ai libri e alla montagna, alla ricchezza e molteplicità di storie, paesaggi, luoghi, persone e tradizioni che si incrociano in un perimetro al crocevia – geografico e culturale – fra pianura e montagna, fra l’Adriatico e il mondo Centro-europeo. Da venerdì 30 giugno a domenica 2 luglio, quindi, Tolmezzo città festival e un cartellone concepito come polifonia di voci e di libri, grazie alla ricchezza di narrazioni e testimonianze che parleranno di emigrazioni e ritorni, di attenzione per l’ambiente e di legami tra uomo e montagna. Promosso dall’Amministrazione Comunale di Tolmezzo, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura, il festival è curato da Fondazione Pordenonelegge.it e alternerà presentazioni, passeggiate, un evento-concerto e momenti dedicati all’enogastronomia.
Se l’inaugurazione, venerdì 30 giugno al Teatro Candoni di Tolmezzo (ore 18.30), sarà nel segno di un’autrice iconica della scrittura legata alla montagna, Ilaria Tuti, di cui Longanesi ha appena pubblicato il nuovo giallo “Madre d’ossa”, a suggellare il festival domenica 2 luglio (Salone Albergo Roma, ore 18.30) sarà l’alpinista Nives Meroi, in dialogo con Alessandro Venier, che da sempre si identifica con la montagna e la sua narrazione. E ci saranno anche – fra gli altri – il giornalista Lorenzo Cremonesi in collegamento live dall’Ucraina, gli scrittori Daniele Zovi, Matteo Melchiorre, Enrico Galiano, l’autore-alpinista Enrico Camanni, mentre la Banda Osiris trasformerà un suo successo editoriale, “Le dolenti note”, in un evento scenico scandito da una vera girandola di gag, e per i più piccoli è in arrivo Geronimo Stilton, che incontrerà il Piccolo Principe … Non potranno esserci, per sopraggiunti improrogabili impegni, due protagonisti annunciati in precedenza, il direttore di Repubblica Maurizio Molinari e il saggista Antonio Caprarica. Tutti gli eventi sono proposti con fruizione gratuita, info e programma tolmezzoviedeilibri.it
Hanno collaborato alla realizzazione di Tolmezzo Vie dei Libri la Camera di Commercio di Pordenone e Udine, Fondazione Friuli, Museo Carnico delle Arti Popolari Michele Gortani, nuova Pro Loco Tolmezzo, Comunità di Montagna della Carnia, Consorzio BIM Tagliamento, Università degli Studi di Udine, ISIS Fermo Solari Tolmezzo, ISIS Paschini – Linussio, Prima Cassa Credito Cooperativo FVG e Antincendio Service. Il territorio di Tolmezzo ha partecipato sin dalle fasi della progettazione del festival con le sue associazioni e realtà culturali, compresi gli istituti scolastici di secondo grado, fornendo un contributo importante e diventando protagonista a pieno titolo della manifestazione. Hanno collaborato a Tolmezzo Vie dei Festival: ISIS Fermo Solari e ISIS Paschini-Linussio di Tolmezzo, Museo Carnico, Università della Terza età della Carnia – APS, U.C.I.D. Tolmezzo, Associazione di Studi e Ricerche Storico Archeologiche “Carnia Cultura”, Leggimontagna/Asca, Legambiente Carnia, Amici dei Musei della Carnia, Soroptimist “Club Alto Friuli”, Hotel Park Oasi di Arta, Vicino/Lontano Mont.

Natasha Stefanenko

IL PROGRAMMA

Si parte, dunque, venerdì 30 giugno, alle 11, nella Sala riunioni del Centro museale di Tolmezzo con un incontro dedicato al mondo vegetale dal titolo Conoscere e gustare le piante spontanee. Domenico Molfetta e Gabriella Gressani, profondi conoscitori delle proprietà delle erbe che nascono in un paesaggio ricco di meravigliosi contrasti, ne racconteranno proprietà e utilizzi culinari tra tradizione e invenzione. A conclusione del dialogo, moderato da Marte Vezzi e Federica Nodale, verranno offerti assaggi a tema a cura dell’Hotel Park Oasi di Arta. Alle 15.30, sempre al Centro museale, Massimo De Liva presenterà Friûlout. L’emigrazione friulana dal 1946 al 2021. Come attrarre i talenti in Friuli (Andrea Moro editore), una lettura del fenomeno dal secondo dopoguerra a oggi con un focus dedicato agli ultimi due decenni, raccontati e analizzati attraverso una trentina di interviste. L’autore, in dialogo con Andrea Ghidina, affronta le ragioni che spingono i friulani a emigrare e riflette su possibili soluzioni per favorire il rientro dei talenti. Alle 18.30 al Teatro Comunale Luigi Candoni taglio ufficiale del nastro con la regina del giallo italiano, Ilaria Tuti, e il suo nuovo libro Madre d’ossa (Longanesi). Intervistata dallo scrittore Alberto Garlini, curatore di pordenonelegge, l’autrice di Gemona del Friuli torna con la commissaria Teresa Battaglia, impegnata in un viaggio negli enigmi della vita e nella difficile sfida contro la malattia e la perdita della memoria. Boschi, sangue, culti e leggende in un romanzo in cui anche la montagna è protagonista.

Sempre venerdì 30 giugno, i riflettori si accenderanno su un volto notissimo della TV, del teatro e del cinema, l’attrice e conduttrice TV Natasha Stefanenko, attesa alle 21 nel Salone Albergo Roma (Piazza XX Settembre, 14 Tolmezzo) per la presentazione del thriller “Ritorno nella città senza nome” (Mondadori), un romanzo autobiografico ambientato nel luogo che ha dato i natali all’artista, Sverdlovsk-45, una città segreta, assente da ogni carta geografica, a 36 ore di treno da Mosca e con temperature fino a -50. Un posto che, racconta Stefanenko, «ti lascia tanto, oltre la gran voglia di caldo ed una cruda avversione ai treni». In dialogo con la curatrice di pordenonelegge Valentina Gasparet, l’autrice racconterà l’anima di un Paese grande, inquieto e disorientato, l’Urss degli anni Novanta, che vive la fine di consolidate certezze e anche la dirompente irruzione di nuove libertà.

Fiction, giornalismo, narrazioni per i più piccoli e un evento spettacolo per gli otto appuntamenti in cartellone sabato 1° luglio. Ad aprire alle 10.30 al Centro Servizi Museali la seconda giornata di festival sarà il giornalista Giuseppe Ragogna con “Friuli – Storie di montagna. Esperienze di vita e di lavoro”, coadiuvato da Gloria Clama e Federico Morocutti. Guidato dal fiuto delle buone notizie e sorretto da una profonda conoscenza del territorio, Ragogna ha viaggiato tra campagne e vallate friulane per conoscere quei piccoli giovani imprenditori, allevatori e agricoltori, la cui creatività è esempio di rigenerazione e, in qualche caso, di una timida inversione del cosiddetto inverno demografico. Nell’incontro dedicato Se non dovessi tornare. La vita bruciata di Gary Hemming, alpinista fragile (Mondadori), Enrico Camanni racconterà uno scalatore iconico degli anni Sessanta. Presentato alle 11 nel Salone dell’Albergo Roma da Leonardo Bizzaro, Camanni, noto alpinista, giornalista e grande amante della montagna, parlerà della filosofia ecologica della scalata incarnata dall’arrampicatore californiano.
Una storia ambientata in un paese di mezza montagna, un contrasto che affonda le radici nel passato al centro del romanzo di Matteo Melchiorre, Il Duca (Einaudi) Alle15.30 nel Cortile del Museo Carnico l’autore converserà con Gian Mario Villalta, direttore artistico di pordenonelegge, della montagna di ieri e di oggi, sfogliando una storia tesissima ed epica sulla furia del potere, le leggi della natura e la libertà individuale.

Talmente straordinari ed eccentrici da affascinare gli scrittori di teatro: sono gli abitanti della Carnia, raccontati attraverso il tempo da Carlo Tolazzi nel libro Il silenzio e la rivolta. Quattro scritture per una Carnia in scena (Forum). L’autore, presentato da Gianpaolo Carbonetto, interverrà alle 16.30 al Centro Servizi Museali. Due professioniste, Francesca Colesanti e Linda Cottino, accomunate dalle medesime passioni, la montagna e la scrittura, proporranno poi un dialogo in cui “la montagna è donna”: dalla vita di Chiara Ramorino, la straordinaria fisica-alpinista che ha dato il proprio nome a un ghiacciaio in Antartide, alle altre memorabili signore delle montagne per l’incontro Raccontare la montagna e la vita al femminile nel Salone dell’Albergo Roma alle 17.
Un viaggio vertiginoso nella storia del Friuli dall’era glaciale fino ai giorni nostri con Walter Tomada alle 18 al Centro Servizi Museali. Presentato da Raffaella Cargnelutti, lo studioso ripercorrerà il suo Storia del Friuli e dei friulani (Biblioteca dell’immagine), attraverso le tappe più significative: la fondazione di Cividale e la grande Aquileia, la distruzione portata da Attila, Napoleone, il Risorgimento, le due guerre mondiali, il terremoto.
Ironia, divertimento e musica nell’evento-spettacolo con Banda Osiris nel Cortile del Museo Carnico alle 18.30. Con Le dolenti note. Il mestiere del musicista: se lo conosci lo eviti, i quattro componenti del complesso spiegheranno perché è meglio evitare di diventare musicisti e come eliminare quelli più insopportabili. In serata alle 21 nel Salone dell’Albergo Roma Lorenzo Cremonesi, inviato del Corriere della Sera, racconterà in collegamento live dall’Ucraina, Guerra infinita. Quarant’anni di conflitti rimossi dal Medioriente all’Ucraina (Solferino). Una testimonianza di giornalismo in prima linea sui fronti più terribili, introdotta da Leonardo Bizzaro.

L’ultima giornata del festival domenica 2 luglio si aprirà alle 10.30 al Centro Servizi Museali con la presentazione di Dossier delle bandiere, con gli autori Marco Lepre, Aran Cosentino e Ira Conti, insieme ad Alessandra Ceschia, in collaborazione con Legambiente Carnia. Dai riconoscimenti ecologici ai progetti sbagliati, una guida per orientarsi tra quello che di positivo e di negativo è stato realizzato nell’arco alpino. I valori del rispetto della natura, per grandi e piccini, anche al Cinema David alle 11 con Geronimo Stilton incontra il Piccolo Principe: grazie alla stratopica avventura narrata nel nuovo libro Il mio amico Principe (Piemme), Geronimo ci accompagnerà in un viaggio fatto di amicizia, rispetto per l’ambiente e sostenibilità. Perché amare e rispettare la natura può essere divertente, emozionante e regalarci molte sorprese… proprio come una nuova amicizia.
Alle 11.30 nel Cortile del Museo Carnico Paolo Costa parlerà de L’arte dell’essenziale. Un’escursione filosofica nelle terre alte (Bottega Errante edizioni). Camminando in montagna ci si può chiedere da dove venga la gioia che si prova malgrado la fatica, il sudore, il freddo o la pioggia. Il libro è un tentativo di distillare il senso autentico di questa esperienza comune a partire da alcune parole chiave. L’appuntamento si terrà in collaborazione con Vicino/Lontano Mont.

Nives Meroi

Spazio all’esplorazione alle 14 con la passeggiata guidata Lungo la roggia. Tolmezzo dal medioevo a oggi: un itinerario di un’ora per le vie del centro storico con una breve visita al Museo Carnico, nel cui cortile è fissato il punto di raccolta. L’evento è in collaborazione con gli Amici dei Musei della Carnia. Sempre nel Cortile del Museo Carnico, alle 15.30, Raffaella Cargnelutti narrerà La pulce e altre storie della Carnia (Santi Quaranta), presentata da Maria Beatrice Polli e Bruna Silverio. Il fascino della tradizione popolare rivive in favole, leggende e filastrocche in un appuntamento in collaborazione con Soroptimist Club Alto Friuli. Alle 16.30 al Centro Servizi Museali Il racconto dei boschi e della neve di Daniele Zovi (De Agostini), in dialogo con Gian Mario Villalta: un’immersione nella natura di montagna guidata da un autore che la ama profondamente, particolarmente legato all’Altopiano di Asiago sull’esempio di Mario Rigoni Stern.

Geografia di un dolore perfetto (Garzanti) è il titolo dell’ultimo libro di Enrico Galiano: la storia di Pietro abbandonato dal padre quando era ancora ragazzino e cresciuto in quella che chiama “spezzanza”, la sensazione di essere spezzati, nonostante una carriera di successo e una famiglia che ama. L’autore, uno degli scrittori e degli insegnanti più amati d’Italia, lo presenterà alle 17 nel Salone dell’Albergo Roma. Il grande cuore della montagna e le sue storie emozionanti riecheggeranno nell’incontro conclusivo del festival, domenica 2 luglio, alle 18.30 sempre all’Albergo Roma: protagonista sarà l’alpinista e autrice di montagna Nives Meroi, reduce dall’ultima straordinaria impresa che ha tracciato una nuova via in Himalaya al Kabru IV (7.318m). Al pubblico di Tolmezzo Meroi si racconterà con la meraviglia delle tante imprese portate a termine, al centro anche del documentario “Io sono le montagne che non ho scalato” (2015). Nives Meroi, la seconda donna della terra ad aver scalato tutti i quattordici Ottomila senza l’uso di ossigeno né portatori d’alta quota, ci racconterà che in natura la forza più formidabile è la solidarietà tra le persone e ripercorrerà avventure come il concatenamento di tre Ottomila (Gasherbrum I, Gasherbrum II e Broad Peak), prima donna ad averlo conquistato così come è stata la prima italiana in vetta al Nanga Parbat e al K2.

 

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In copertina, la scrittrice gemonese Ilaria Tuti in una foto di P. Gurisatti.

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