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«Rivedere Villa Manin aperta dopo anni di restauri è una festa: i lavori non sono ancora del tutto finiti, ma abbiamo deciso di riaprirla al pubblico, lasciando che l’opera di restauro all’interno conviva con le visite. Il concerto che ascolteremo stasera, con protagonista una delle eccellenze musicali del nostro Friuli, sarà all’altezza di questo luogo così speciale, che cerchiamo di restituire passo dopo passo all’importanza che merita: oggi sono visitabili quattro mostre nella villa e il weekend della manifestazione “Nel Giardino del Doge Manin” si chiude con un grande successo, grazie alla presenza di 8mila visitatori alla mostra floreale con oltre cento espositori e 500 visite alla villa». E’ il bilancio che il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia e assessore alla Cultura, Mario Anzil, ha tracciato alla chiusura della 17ma edizione della citata rassegna, promossa dall’Ente regionale per il patrimonio culturale (Erpac) e coordinata dalla cooperativa sociale triestina Agricola Monte San Pantaleone. La rassegna, a Villa Manin di Passariano, si è chiusa con il concerto tutto esaurito del pianista e compositore Sebastian Di Bin.

«È un ottimo bilancio – ha commentato l’esponente della Giunta Fedriga – e la stagione autunnale si preannuncia altrettanto ricca con concerti di artisti del calibro di Venditti, De Gregori e Pooh: stiamo programmando una stagione in cui Villa Manin sia uno dei cuori pulsanti della cultura della nostra regione». Il vicegovernatore prima del concerto ha assistito all’incontro con gli autori organizzato nel palinsesto della rassegna: moderati dal direttore dell’Erpac Guido Comis, Alberto Frappa di Raunceroy e Federica Ravizza hanno presentato i loro libri “Il Serenissimo borghese” (Arkadia, 2017), il cui protagonista è Lodovico Manin, doge di Venezia negli ultimi drammatici anni della Repubblica, e “Notturno con figure” (Gaspari, 2018), che racconta la storia d’amore tra una nobildonna e un contrabbandiere nell’estate del 1759 e ha la villa di Passariano fra le proprie ambientazioni.
«Grazie ai romanzi come questi – ha commentato Anzil – si valorizza un tratto di storia affascinante che altrimenti rischierebbe di essere meno nota, quindi ben vengano autori che ambientano le loro opere con elementi storici e filologici. Nel corso della presentazione gli autori hanno anticipato, tra l’altro, che i loro prossimi lavori riguarderanno in parte la storia di Venezia in parte anche il Settecento e in particolare il Tiepolo. Un altro tratto fondamentale della storia del Friuli da approfondire». Dopo la presentazione con gli autori, Anzil ha anche visitato la mostra inaugurata nelle scuderie della villa: si tratta di “Solo”, la personale dell’artista friulano Paolo Toffolutti, che presenta opere pittoriche monocrome di grande formato accompagnate a creazioni tridimensionali e assemblaggi realizzati con materiali naturali che rielaborano i grandi temi della pittura e della scultura astratte dell’ultimo secolo.
Il concerto per pianoforte “Saluto al Doge – Arie Eterne” del pianista e compositore Sebastian Di Bin, organizzato da Erpac in collaborazione con l’International Committee Romeo and Juliet in Friuli, ha chiuso la due giorni della manifestazione. Pianista e compositore friulano pluripremiato, Di Bin a Villa Manin ha eseguito brani da Ludwig van Beethoven e Frédéric Chopin fino ad alcuni pezzi di sua composizione, come “I Believe” dedicato alla nobildonna rinascimentale Lucina Savorgnan, trascrizioni, nuovi arrangiamenti e personali rivisitazioni di canzoni celebri di Albert Hammond, Richard Smallwood e Charlie Chaplin.

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In copertina e all’interno alcune immagini della giornata a Villa Manin presente l’assessore regionale Mario Anzil.

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