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«La comunità gemonese celebra oggi il Santo Patrono, Sant’Antonio di Padova; una ricorrenza molto sentita dall’altissimo valore simbolico e con radici profonde. E’ espressione dell’identità di una comunità dove si intersecano cultura, liturgia, tradizione. E’ un momento di aggregazione e di fede che rinsalda l’appartenenza ad un territorio e ne manifesta il legame profondo che unisce i cittadini». Lo ha detto ieri l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, a margine della solenne Messa presieduta dall’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato, nel rinato Santuario di Sant’Antonio di Padova, a Gemona, per celebrare la festosa ricorrenza. La storica Chiesa dedicata al Patrono, ricordiamo, fu completamente distrutta dai terremoti che sconvolsero la cittadina pedemontana e metà Friuli 47 anni fa.
Nel portare il saluto dell’Amministrazione regionale, la concittadina Barbara Zilli ha sottolineato l’importanza della ricorrenza per la comunità «una celebrazione – ha detto – che non rappresenta solo un momento di festa, ma un’opportunità di riflessione per approfondire la testimonianza del Santo Patrono e la sua valenza oggi. Gemona – ha ricordato infine l’esponente della Giunta Fedriga – rappresenta la “porta” più a Nord del cammino dedicato a Sant’Antonio nel luogo dove si trova la più antica Chiesa che gli fu intitolata nel 1248. Un percorso di fede, arte, storia e cultura che unisce, insegna e fa scoprire il senso di essere comunità attraverso i tanti luoghi in cui il Santo, tanto amato dalla popolazione, ha lasciato traccia».

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In copertina, l’assessore Barbara Zilli con il sindaco Roberto Revelant e concittadini davanti al rinato Santuario di Gemona dedicato a Sant’Antonio di Padova.

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