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Dopo le prime di Trieste e Udine, “Lend me your ears” torna in scena a Lo Studio (via Fabio di Maniago, 15/2 Udine) nell’ambito della 14ma edizione di Off Label – rassegna per una nuova danza della Compagnia Arearea. Oggi, domani e giovedì sono in programma tre repliche al giorno, alle 17, 18.30, 20. Ogni replica prevede un numero massimo di 15 spettatori, pertanto la prenotazione è consigliata chiamando il 345.7680258. Il biglietto ha un costo di 10 euro (5 euro ridotto).Maggiori info sono disponibili sul sito www.arearea.it
“Lend me your ears”, progetto della Compagnia Arearea, un percorso di ricerca ad ampio spettro che coinvolge artisti di chiara fama e giovani generazioni con l’intento di riflettere, e generare arte, su alcune fondamentali domande del nostro presente. Il nucleo artistico della performance è maturato a partire da “Vivo e Coscienza” di Pier Paolo Pasolini. Un lavoro incompiuto, ma traccia ineludibile che lo mette in relazione al balletto e alla danza e che l’intellettuale ha scritto nel 1963: un anno cruciale per la sua svolta personale, ed estremo per la sperimentazione del suo codice drammaturgico.
A consentire lo sviluppo di questa intensa performance – sostenuta dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, nell’ambito delle attività culturali di celebrazione per i 100 anni dalla nascita di Pier Paolo Pasolini, e MiC, e che vede come partner Trieste Contemporanea, Accademia della Follia, La Collina Soc. coop. Sociale onlus Impresa Sociale, Actis Associazione Culturale Teatro Immagine Suono; in collaborazione con Make Spazio espositivo Palazzo Manin – è stato l’incontro fra due artisti: Marta Bevilacqua, direttrice artistica, assieme a Roberto Cocconi, proprio di Arearea, e Gian Carlo Venuto, artista eclettico, anche docente emerito all’Accademia di Belle Arti di Venezia, ma pure all’Albertina di Torino e di Brera, a Milano. In “Lend me your ears” la prima ha curato il progetto corporeo, il secondo, quello visivo, che farà da cornice a Radu Murarasu e Giuseppe Zagaria, i danzatori in scena.
«Non mi immaginavo niente di quello che è stato – ha spiegato Marta Bevilacqua -. “Lend me your ears” è una sorpresa continua. Facciamo in modo che questo lavoro incompiuto, brilli proprio perché incompiuto, preservando questa sua incompletezza per poterla nutrire ogni volta che lo replichiamo».

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In copertina, una scena dello spettacolo prodotto dalla Compagnia Arearea.

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