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(g.l.) Una lettura scenica riguardante il Teatro dell’assurdo e una mostra in occasione dell’ormai imminente ricordo dell’Olocausto. Ecco due interessanti iniziative culturali in programma per oggi e domani a Udine, di cui proponiamo qualche dettaglio. Entrambe le iniziative beneficiano della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.

A cura del circolo culturale Il mulino a Nordest, oggi alle 17, alla Libreria Friuli di via dei Rizzani, il Club di lettura propone “Teatro dell’assurdo – La cantatrice calva di Eugène Ionesco – Finale di partita di Samuel Beckett”. Ci saranno letture sceniche e antologiche in collaborazione con il Teatro club di Udine, con Alessandra Pergolese e Gianni Cianchi. Prenotazione a Luciana Variola al numero 339.1244284 fino ad esaurimento dei posti. «Le caratteristice peculiari del teatro dell’assurdo – informa una nota – sono il deliberato abbandono di un costrutto drammaturgico razionale e il rifiuto del linguaggio logico-consequenziale». E ancora: «Il teatro dell’assurdo si caratterizza per dialoghi volutamente senza senso, ripetitivi e serrati, capaci di suscitare a volte il sorriso nonostante il senso tragico del dramma che stanno vivendo i personaggi».

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“Per non dimenticare” è il titolo della mostra dell’artista Giorgio Celiberti allestita in occasione del Giorno della Memoria che ricorre il 27 gennaio prossimo. La sua inaugurazione si terrà domani, alle 11, alla Galleria Tina Modotti di via Paolo Sarpi. Questi gli orari di apertura: giovedì e venerdì 15-18, sabato e domenica 10-13 e 15-18. Il maestro Celiberti è nato a Udine nel 1929 e e la sua carriera professionale è stata sempre contrassegnata da un’intensissima attività artistica che lo ha gratificato anche per i molti premi e riconoscimenti ricevuti. La sua opera unisce espressione plastica e pittorica e in seguito a un viaggio a Praga, durante il quale ha visitato il campo di concentramento di Terezin, la sua produzione «ha subito una svolta decisiva verso la realizzazione di lavori improntati sulla silenziosa testimonianza del dramma dei campi di concentramento».

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In copertina, una scena del Teatro dell’assurdo e qui sopra un’opera del maestro udinese Giorgio Celiberti.

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