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«Un impegno culturale strutturato, che da anni si declina in eventi pubblici, iniziative di studio e ricerca, attività di promozione del territorio e di valorizzazione del patrimonio legato a una figura letteraria di riferimento della letteratura italiana»: l’assessore alla Cultura del Comune di Manzano, Silvia Parmiani, ribadisce che resta saldo il “baricentro” dei progetti promossi intorno a Caterina Percoto e alla sua grande eredità culturale, e per farlo coglie l’occasione del convegno internazionale organizzato in questi giorni assieme all’Università di Trieste – Dipartimento di Studi Umanistici. La vetrina ottimale per annunciare, assieme al sindaco di Manzano Piero Furlani e alla presidente di Giuria Elisabetta Pozzetto la ripartenza, con la decima edizione programmata nel 2024, del Premio Letterario internazionale dedicato a Caterina Percoto: la prima delle iniziative nate in omaggio alla grande scrittrice de “La Coltrice nuziale”, filo rosso capace di raggiungere – anche in tempo di pandemia e in un anno difficile come il 2020 – lettrici e lettori, ma anche autrici e autori di tutta Italia che decidono di cimentarsi nella stesura di testi ispirati dall’opera di Caterina Percoto, e realizzati nella forma del racconto breve che la grande scrittrice ottocentesca aveva fatto propria attraverso tante “novelle” date alle stampe.


«Nel 2024 ci apprestiamo a celebrare la 10ma edizione del Premio, un traguardo importante – ricorda l’assessore Parmiani – che si alterna a una articolata rete di iniziative realizzate in questi anni anche attraverso partnership importanti, come quella avviata con l’Università degli studi di Trieste, concretizzata in molti momenti di studio dislocati sul territorio, da Manzano a Gorizia, da Udine come partner del festival vicino/lontano a Trieste, con il convegno che si chiude oggi». «La 10ma edizione del Premio si prospetta come una sfida e uno stimolo importante per consolidare questo network di sinergie e progetti – aggiunge la presidente Pozzetto –. La lezione di Caterina Percoto è sempre illuminante e genera ad ogni edizione nuovi segnali di vivacità culturale attraverso gli elaborati che riceviamo: per questo, abbiamo deciso di esplorarla ascoltando le voci di studiosi italiani e internazionali che sanno coglierne gli aspetti di attualità e darci nuove chiavi di lettura intorno alla sua ispirazione e ai suoi scritti».
“Rileggere Caterina Percoto oggi” era appunto il tema del convegno internazionale di scena nelle giornate del 21 e 22 settembre nella sala atti “Arduino Agnelli” dell’Università di Trieste: un palinsesto di interventi coordinato dalla docente Sergia Adamo con la partecipazione di studiosi di vari atenei – in particolare le Università di Udine e di Padova, oltre a quella di Trieste e di Nancy 2 – animato dall’obiettivo di indagare le nuove prospettive attraverso cui accostarsi oggi alla scrittrice friulana, ai suoi testi e alla sua eredità. Il convegno si è svolto nell’ambito del progetto “Pier Paolo e Caterina: due intellettuali a confronto. Da Caterina Percoto a Pier Paolo Pasolini e oltre, per una nuova mappa del Friuli letterario”, promosso in queste settimane dal Comune di Manzano.
«Ringrazio il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Trieste – ha affermato Sergia Adamo – che ha sostenuto e finanziato il convegno nella convinzione che la ricerca in ambito letterario e umanistico rivesta un ruolo fondamentale per imparare a rileggere il passato nella prospettiva del futuro. È stato importante vedere come durante i lavori del convegno abbiano dialogato studiose affermate e giovani ricercatori e ricercatrici, indicando nuove piste di indagine concrete sulla figura e sull’opera di Caterina Percoto: prospettive che rispondono alle domande che il presente ci pone sul lavoro intellettuale delle donne e sul loro ruolo nella cultura. In queste giornate di studio Caterina Percoto si è rivelata appieno come una figura che vale la pena di liberare da stereotipi e pregiudizi per rivalutarne a pieno il lascito intellettuale e artistico».

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In copertina e all’interno due immagini dell’incontro all’Università di Trieste.

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