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(g.l.) Emanuele Franz, da poco rientrato da un avventuroso pellegrinaggio in Armenia, mette in guardia sugli effetti della iper-digitalizzazione. Lo scrittore ed editore di Moggio Udinese – noto per le sue clamorose e singolari proteste contro i mali della nostra società – ha infatti organizzato per oggi, 16 dicembre, alle ore 17.30, all’osteria Grappolo d’oro di via Stringher, a Udine, un “No virtual Day”, momento di incontro in cui tutti i suoi contatti social (Facebook, Instagram e altri) sono invitati a partecipare. Vi sarà un momento di dialogo con un intervento dello stesso Franz «sul danno dei social network – sono le sue parole – nella vita relazionale a seguito del dilagare dell’alterità mediatica e della scorporeizzazione dei rapporti personali. All’incontro è vivamente sconsigliato (vietato?) l’uso dello smartphone, contestualmente sono garantiti abbracci, strette di mano e auguri per il Santo Natale».


E proprio in vista della grande festa cristiana, il filosofo friulano è raggiante per aver appena ricevuto da Mosca la benedizione  del Patriarca Kirill. «Il mio cuore – afferma – è veramente colmo di gioia. Non riesco nemmeno a crederci!». Ecco il testo della lettera: «Caro signor Franz! A nome di Sua Santità il Patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Russia, vi ringrazio per avermi inviato una copia della traduzione russa del vostro libro “Voi siete uno”. Vi auguriamo buona salute, tranquillità e di essere rafforzati dal Signore nella conoscenza della fede ortodossa. Invoco su di voi la benedizione di Dio». Il messaggio è firmato dal vice presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca Arciprete Igor Yakimchuk.
Ma dicevamo del recente viaggio. Emanuele Franz è infatti ritornato in Italia dopo essere partito da solo per un pellegrinaggio alla volta dell’Armenia. Ventisei giorni complessivi e 3400 chilometri senza prendere un solo aereo, un viaggio via terra e via mare per portare ai patriarcati di Serbia-Bulgaria-Georgia e Armenia il suo progetto, divenuto un libro, dal titolo “Voi siete Uno” in cui invita ad una riflessione sul senso della comunità e della carità reciproca. Singolare pellegrinaggio non esente da rischi soprattutto considerando la situazione internazionale, Franz dopo i Balcani ha attraversato il Mar Nero su una nave da cargo bulgara rimanendo quattro giorni senza comunicazioni in mare aperto per 1176 chilometri. Arrivato in Georgia, è stato ricevuto dai monaci del monastero di Motsameta per un dialogo sul senso dell’unità dei popoli. Dopo il Caucaso e la visita alla Cattedrale di Tblisi è stato ricevuto dai sacerdoti del monastero armeno di Akhtala, al confine fra Georgia, Armenia ed Azerbaigian. «È tutto tranquillo qui», ha affermato Franz, che ha anche realizzato un reportage e ha aggiunto: «Non ci sono forze armate, nessun presidio, nessuna turbolenza, il popolo azero vive pacificamente con i georgiani e armeni almeno nella zona che ho visitato. Le guide locali mi informano che sono i media occidentali a distorcere la realtà e ai georgiani dicono di non recarsi in Europa così come agli europei di non andare in Armenia. Il mio impegno per la pace continua».

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In copertina, il filosofo Emanuele Franz durante la sua visita al monastero di Akhtala nell’Armenia Settentrionale.

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